Decisioni regionali
Dal 31 ottobre al 30 novembre 2026 la caccia alla lepre comune è vietata in 12 Ambiti territoriali di caccia del Veneto e nel Comprensorio alpino TV14. Lo ha stabilito il decreto del presidente Alberto Stefani n. 124 del 30 ottobre 2026, a causa della mixomatosi da variante Toledo-MYXV. Lo stesso giorno la Giunta, con la DGR n. 1250/2026, ha vietato in tutto il Veneto catture, traslocazioni e immissioni di lepri a scopo di ripopolamento, anche dall’estero. Una misura giusta, ma che forse arriva in ritardo. Il virus circolava in Veneto da metà agosto. Il 19 settembre l’ATC RO01 chiedeva ai propri cacciatori di non abbattere lepri. Il 24 settembre come AB abbiamo rilanciato l’allarme con un appello pubblico a sospendere il prelievo.
Cosa prevede il decreto n. 124/2026
Il decreto vieta il prelievo venatorio della lepre comune (Lepus europaeus) dal 31 ottobre al 30 novembre 2026 compreso. Il 30 novembre è anche la data di chiusura della caccia alla lepre fissata dal calendario venatorio (DGR 346/2026), che l’aveva aperta il 20 settembre.
Stop ai ripopolamenti in tutto il Veneto: la DGR n. 1250/2026
La Giunta regionale, su proposta degli assessori Dario Bond e Gino Gerosa, ha vietato su tutto il territorio regionale:
la cattura di lepri per il ripopolamento;
la traslocazione di lepri da cattura o da allevamento;
l’immissione di lepri da cattura o da allevamento a fini di ripopolamento;
l’immissione di lepri dall’estero.
Il divieto non ha scadenza: resta finché la Regione, sentiti i servizi veterinari, non lo revoca in base ai dati della sorveglianza. Per gli ATC significa programmi di acquisto e immissione congelati, con effetti probabili anche sulla stagione 2027/2028.
La delibera obbliga inoltre tutti gli ATC e i CA ad avviare campagne informative per cacciatori, operatori faunistici e agricoltori. Lo scopo è far segnalare lepri morte, moribonde o con sintomi della malattia.
Una decisione arrivata tardi?
Tra il primo caso accertato e il divieto di caccia sono passati circa due mesi e mezzo. Nel frattempo la stagione della lepre era già aperta da sei settimane. Il decreto ha il merito di esistere e di ascoltare i territori ma la prima richiesta formale di un ATC è del 6 ottobre e il provvedimento arriva 24 giorni dopo. Nelle settimane di caccia aperta, la pressione venatoria si è sommata alla mortalità da virus proprio sulle popolazioni più colpite.
AB lo chiedeva dal 24 settembre
Il 24 settembre 2026, quattro giorni dopo l’apertura, AB Agrivenatoria Biodiversitalia ha pubblicato un appello alla responsabilità dei cacciatori veneti.
Le ragioni erano chiare già allora:
sommare caccia e mortalità da virus rischia di decimare le popolazioni;
una popolazione residua lasciata in pace ha più possibilità di riprendersi;
senza ripopolamenti sicuri, ogni lepre abbattuta oggi pesa sulle prossime stagioni.
Sono le stesse motivazioni che oggi troviamo nel decreto regionale: tutela della consistenza faunistica e della specie. Il mondo venatorio responsabile aveva visto il problema per tempo. Per AB la lezione è una: nelle emergenze sanitarie della fauna servono procedure rapide, che permettano alla Regione di intervenire appena gli ATC lanciano l’allarme (fonte: AB – Agrivenatoria Biodiversitalia).


































