Comunicato del Presidente Nazionale Arci Caccia, Osvaldo Venaziano
Non riusciamo a comprendere il problema sollevato dal sig. Proietti.
L’Arci Caccia è contro la censura e per la libertà di stampa e di comunicazione. Da sempre, informiamo i più di quanto accade nel nostro mondo. Altri fanno la loro informazione legittimamente piena di improperi ecc. Scelte…
Avremmo voluto fornire questo servizio a quanti più cittadini e cacciatori. Non abbiamo i mezzi. I materiali raccolti sono a disposizione di coloro che vogliono fare informazione senza pregiudiziali per riprodurli e distribuirli. Se hanno ritenuto utile fornire la nostra “raccolta” al Parlamento, forse era un buon prodotto.
Crediamo nell’intelligenza di donne e uomini. Tra questi, anche i giornalisti sono portatori di “intelligenza critica” cosa che appartiene, secondo noi, anche ai nostri rappresentanti in Parlamento e al Governo. Più difficile era un tempo nel “Parlamento delle corporazioni” o lo è laddove persistono regimi autoritari. Non vorremmo che l’Italia andasse in questa direzione.
Nel caso specifico noi abbiamo raccolto gli “articoli” usciti in pochi giorni subito dopo l’approvazione, al Senato, dell’articolo sui tempi di caccia. Non potevamo mettere quanto apparso nei Talk Show ed altro di Rai, etc. anche se sarebbe stato utile. Abbiamo inviato alle nostre strutture territoriali il materiale cartaceo affinchè prendessero cognizione dell’aggravarsi del pensiero critico negativo diffusosi sulla materia caccia. Amiamo agire alla luce del sole, auspicando di aiutare una riflessione importante per rimuovere le “cause”, affinchè i cacciatori saggi non subiscano gli effetti nefasti delle “provocazioni”.
Noi siamo contrari ad occultare la realtà. La forza dei cittadini – vale anche per i cacciatori – deriva dalla consapevolezza dei limiti e delle positività che si possono mettere a disposizione della società. Solo così si è utili anche ad una categoria che è una minoranza. Di trucchi e di imbrogli che da 20 anni caratterizzano l’attività di imbonitori che, sul tema, “promettono il nulla”, ormai abbiamo una documentazione per riempire biblioteche.
Lo scontro frontale ha prodotto nel 1992 la legge 157. Cosa porterà il nuovo scontro frontale, venti anni dopo, con i modificati rapporti di forza – a nostro sfavore – nell’opinione pubblica, sui media vecchi e nuovi e nella politica (è matematica, non un’opinione) non è dato sapere.
Sicuramente ai cacciatori verrà “meno” di quanto da la 157/92 e non vogliamo che questi paghino per colpe di quanti preferiscono oscurare la realtà per farsi i fatti propri come accaduto per 20 anni – non per un giorno – insistiamo.
Ve li ricordate i “quaquaraqua” delle modifiche filo-cacciatori alla Direttiva Europea alle barzellette raccontate sulle ZPS, sui soldi agli ATC, ai ministri che promettono la caccia nei parchi, le “comunitarie”? Anni di menzogne che il “Presidente cacciatore”, invocato nelle Campagne Elettorali, ha regolarmente e saggiamente smentito così come ha fatto, in televisione e nei fatti, legiferando, l’onorevole Ministro Prestigiacomo.
Conoscere per decidere. E’ la democrazia. Noi la sfida la giochiamo a questo livello. Senza argomenti validi e credibili ai più – si entra dalla porta di servizio – e si perde.
Spero che presto avremo da offrire una Rassegna Stampa con altri equilibri più favorevoli alla buona caccia.
Noi lavoriamo per questo, forti delle nostre idee che vivono nelle leggi in essere e in quel consenso, quel poco che avevamo prodotto alla caccia prima di questa settimana. Cercheremo di ricostruirlo con le forze migliori che in questi anni Regioni, Agricoltori, Scienza, ATC, CA hanno fatto buona e utile gestione della fauna selvatica patrimonio di tutti gli italiani.
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