Sardegna: L’assessore Uras ammetta le proprie colpe

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Caccia, L’Assessore Uras spiega ai Sardi la mancata approvazione della Deroga per Aprire la Caccia a Febbraio

Leggiamo con sorpresa le affermazioni dell’Assessore Regionale all’Ambiente Giuliano Uras, in merito alla sua decisione di non emanare il decreto che avrebbe consentito la caccia in deroga nel mese di febbraio.
Afferma l’Assessore che l’emanazione del decreto sarebbe stata “impossibile a meno di non incorrere in violazioni di legge”.
Chiediamo rispettosamente all’Assessore (per ora in via informale, in attesa di rivolgergli lo stesso quesito con un apposito atto consiliare) se e’ a conoscenza del fatto che esista la Legge Regionale n.2 del 14 febbraio 2004, modificata nel 2006 e attualmente in vigore, che l’Assemblea Legislativa Sarda ha approvato per disciplinare (non per vietare) la caccia in regime di deroga, secondo quanto stabilito dalle norme comunitarie e nazionali.

In particolare, ci riferiamo alla Direttiva CEE 79/409, che stabilisce la disciplina del prelievo venatorio in deroga ai Calendari Venatori, all’art. 1 della Legge 3 Ottobre 20023, n. 221 ha introdotto l’art. 9 bis nella Legge-quadro nazionale 157 del 1992, stabilendo che le Regioni disciplinano l’esercizio della caccia in deroga confermando le prescrizioni previste nella Direttiva CEE nonche’ quelle indicate nella medesima Legge Nazionale, alla Legge n. 133 del 2008 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 con la quale si e’ sancita la soppressione dell’ INFS, Istituto Superiore della Fauna Selvatica, alla quale sarebbe stato necessario chiedere un parere peraltro non vincolante.
Apprendiamo che l’Assessore “prova rammarico”. Rispettiamo questo stato d’animo e lo consideriamo sincero. Ma crediamo che quello provato nei confronti dei cacciatori dai molti consiglieri regionali che, in ossequio agli impegni assunti, hanno chiesto l’applicazione della legge vigente, sia ancora maggiore. Deriva soprattutto dal constatare che, ancora una volta, la Sardegna ha perso una occasione, solo apparentemente secondaria, per affermare, nei fatti, la propria Autonomia.
Un valore che, se disatteso nell’esercizio istituzionale e amministrativo, e’ destinato a restare una bella parola che nessuno Statuto, senza l’aiuto di noi stessi, potra’ mai realizzare.
I consiglieri del PdL

Ignazio Artizzu, Gianfranco Bardanzellu, Gianvittorio Campus, Rosanna Floris, Silvestro Ladu, Onorio Petrini, Antonio Pitea, Alberto Randazzo, Nicola Rassu, Carlo Sanjust, Paolo Terzo Sanna, Mariano Ignazio Contu, Edoardo Tocco, Eugenio Murgioni, Salvatore Amadu, Angelo Stocchino, Domenico Gallus, Sisinnio Piras, Alessandra Zedda

— COME RIVCEVUTO PUBBLICATO  —

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