Passo migratorio: finalmente i tordi bottacci, il picchio nero si ripresenta

I grandi turdidi sono una piacevole avvisaglia di ciò che i capannisti attendono come inizio delle loro magiche giornate al capanno.

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Passo migratorio

Passo migratorioIn questo strano movimento migratorio post-nuziale dove si presentano ancora i Beccafichi (migrazione ottimale) e le Balie nere (migrazione molto modesta, anche per i Prispoloni), accompagnati da qualche Codirosso ritardatario, il 21 settembre si sono presentati in forma più concreta i Tordi bottacci. I grandi turdidi sono una piacevole avvisaglia di ciò che i capannisti attendono come inizio delle loro magiche giornate al capanno. Purtroppo l’improvviso cambiamento meteo di domenica mattina 22/09 ha fatto perdere quello “sprint” che aveva fatto sperare.

Ma siamo solo all’inizio e il gioco delle fasi lunari, con le previsioni meteo che sembrano tendenti al bello per l’inizio di ottobre, fa aprire uno spiraglio alle previsioni ottimiste sul passo. A margine di queste note si segnala, per i più curiosi, l’interessante inanellamento di un Picchio nero presso l’Osservatorio Ornitologico di Arosio dove ancora, durante la settimana appena conclusa, la Capinera si è registrata con numerosi individui in migrazione. Il fatto conferma, ancora una volta, che lo studio in atto evidenzia come la specie, nell’ultimo decennio, stia spostando la sua presenza alle latitudini inferiori dove alcuni individui si stanno adattando modificando quelle abitudini di vita che solitamente gli ornitologi erano abituati ad osservare.

Questo cambiamento, che nel settore occidentale lombardo è stato da tempo osservato presso il Parco Pineta (nelle provincee di Varese e Como) e nel Parco della Valle del Lambro e della Brughiera Briantea (nella provincia di Como), è stato ancor più evidenziato in quest’ultimo anno al Parco di Monza (nella provincia di Monza e Brianza) e nel Parco Regionale delle Groane (in provincia di Milano) dove il grande picide ha nidificato portando a termine la sua riproduzione con successo, come ci ragguaglia Walter Sassi all’Osservatorio Ornitologico di Arosio.

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