Ciclo di assemblee
Prosegue senza sosta il ciclo di assemblee pubbliche promosso dalle Sezioni provinciali della Federcaccia Toscana-UCT sul nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale. Dopo gli importanti appuntamenti dei giorni scorsi, anche le serate di Prato e Livorno hanno fatto registrare una significativa partecipazione di cacciatori, confermando il forte interesse e la crescente mobilitazione che il nuovo Piano sta suscitando in tutta la Toscana. A Prato, oltre 150 cacciatori hanno preso parte all’incontro organizzato dalla Sezione provinciale. Ad aprire i lavori è stato il Presidente provinciale Marco Ciani, affiancato dal Vicepresidente provinciale della Federcaccia-UCT di Pistoia Alessandro Santanni e dal rappresentante regionale di Enalcaccia Toscana, Avv. Maurizio Briganti. Presente anche la Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Chiara LA Porta, che ha seguito con attenzione il confronto sviluppatosi nel corso della serata.
Cambio di impostazione
Nel suo intervento Marco Ciani ha ribadito come il nuovo Piano rappresenti un deciso cambio di impostazione rispetto al passato, evidenziando in particolare la progressiva perdita di centralità riconosciuta al cacciatore nella gestione del territorio e della fauna. “Per anni il mondo venatorio ha dimostrato di essere una risorsa per la gestione della fauna, della biodiversità e del territorio. Oggi, invece, ci troviamo di fronte ad un Piano che sembra relegare il cacciatore ad un ruolo marginale, senza riconoscere il patrimonio di esperienza, volontariato e competenze costruito in decenni di attività”, ha dichiarato Ciani, rimarcando anche la gravità di alcune prescrizioni introdotte come i vincoli sulla Rete Natura 2000 con forti ricadute negative per le azioni collegate alla gestione faunistica e ulteriori vincoli sugli appostamenti fissi.
Partecipazione attenta e numerosa
Anche a Livorno, l’assemblea promossa dalla Sezione Provinciale, ha registrato una partecipazione attenta e numerosa. Nel corso della serata, il Presidente provinciale Paolo Pellegrini ha illustrato le principali criticità contenute nel nuovo PFVR soffermandosi sulle ricadute che molte delle nuove disposizioni rischiano di determinare sulle diverse forme di caccia e sul ruolo del mondo venatorio nella gestione del territorio. Un cambio di paradigma – quello della nuova proposta di Piano – frutto anche delle pressioni esercitate in questi mesi dalla componente animal-ambientalista e rivendicati politicamente dal M5S. “I cacciatori chiedono semplicemente di essere ascoltati. Nessuno mette in discussione la necessità di aggiornare gli strumenti di pianificazione, ma un Piano così importante deve nascere dal confronto con chi vive quotidianamente il territorio e non può ignorare il contributo che il mondo venatorio ha garantito in tutti questi anni alla gestione della fauna e alla tutela degli equilibri ambientali”, ha sottolineato Pellegrini.
Cacciatori preoccupati
Nel dibattito che ha fatto seguito agli interventi è emersa ancora una volta la forte preoccupazione dei cacciatori per un provvedimento che, secondo Federcaccia Toscana-UCT, necessita di una ulteriore fase di confronto nel merito per giungere ad un’approvazione condivisa da parte del Consiglio regionale. Il lungo ciclo di assemblee promosso dalla Federcaccia Toscana-UCT proseguirà già da stasera interessando le provincie di Siena, Firenze, Pisa, Livorno, Arezzo, Massa Carrara e Grosseto.

































