
Chiamarlo “sentiero” è quasi riduttivo. Per secoli è stata la strada vera e propria tra Milano e la Svizzera; la chiamavano Via Ducale, o Strada dei Cavalli, a seconda di chi ci passava sopra con le merci. Oggi resta un tracciato di circa 45-60 chilometri lungo la sponda orientale del Lago di Como, da Lecco a Colico, e la cosa migliore è che nessuno ti obbliga a farlo tutto d’un fiato.
Il Sentiero del Viandante è una delle rotte escursionistiche più affascinanti della Lombardia, serpeggiando lungo la costa del lago e regalando scorci panoramici indimenticabili su fauna e flora locali. Per riposarsi tra una tappa e l’altra o per pianificare un weekend di trekking a tappe con tutta la famiglia, l’alloggio all’aperto rimane la scelta più autentica. Prenotare qualche notte in un campeggio dervio permette agli escursionisti di fare tappa nel cuore del percorso, godendo della tranquillità del litorale e della comoda vicinanza ai collegamenti ferroviari e navali.
Le tappe, e perché nessuno le fa tutte insieme
Il percorso si divide in cinque tratte principali, da Lecco ad Abbadia Lariana, poi Lierna, Varenna, Dervio e infine Colico. Ognuna dura tra un’ora e mezza e le quattro ore, con dislivelli che raramente superano i 700 metri.
Il dettaglio pratico che cambia tutto: quasi ogni borgo attraversato ha la sua stazione ferroviaria, e diversi ha anche l’imbarcadero dei battelli. Questo significa che puoi scendere dal treno a Dervio la mattina, camminare fino a Bellano, e prendere un altro treno per tornare indietro la sera senza aver mai bisogno di un’auto.
I punti panoramici che vale la pena aspettare
Sulla tratta tra Dervio e Bellano, il sentiero sale alla frazione di Lezzeno e al suo Santuario della Madonna delle Lacrime, affacciato dritto sul lago – uno di quei punti dove ti fermi anche se non volevi fermarti. Da lì si scende verso l’Orrido, la gola scavata dal torrente Pioverna, con una passerella che passa in mezzo alle rocce erose e alle cascate.
Più a nord, verso Colico, c’è una breve variante ad anello di circa 45 minuti che sale alla Torre di Fontanedo. Da lì il lago si apre sulla piana di Colico e sulla Valtellina, ed è probabilmente il punto in cui capisci perché questo cammino ha attirato viaggiatori per secoli, non solo turisti con lo zaino in spalla.
Cosa incontri tra i boschi
Il Viandante corre a mezza costa, tra castagneti, terrazzamenti di vigne e ulivi, e antichi nuclei rurali in pietra. Non è raro incrociare caprioli al margine del bosco nelle ore più fresche, e con un po’ di fortuna una poiana che gira in cerchio sopra la valle.
Chi si spinge più in alto, verso le pendici del Monte Legnone che domina l’intero Alto Lario, entra in un territorio diverso – camosci, stambecchi, aquile reali. Sul sentiero vero e proprio, però, restano avvistamenti più rari; è più facile incontrarli deviando sui sentieri che salgono dai paesi verso i rifugi.




























