Una puntualizzazione necessaria
Com’è comica la verità. Così amava ripetere il celebre drammaturgo George Bernard Shaw, una frase che può essere scomodata dopo aver visionato l’ultimo video pubblicato da Giulia Sottoriva, presidente di CONFAVI (Confederazione Delle Associazioni Venatorie Italiane). Non si può che sorridere (anche se amaramente) dopo aver scoperto la verità sulle iniziative anticaccia degli animal-ambientalisti, letteralmente sbugiardati da Sottoriva.
Tesi strampalate
Ecco cosa ha svelato la numero uno dell’associazione venatoria: “Gli animal-ambientalisti sono riusciti ancora una volta di ridicolo. E pensare che avevano affermato che gli anticaccia in Italia sarebbero, a loro dire, superiori rispetto al numero dei cacciatori e che la maggior parte dell’opinione pubblica sarebbe, sempre a loro dire, contro la caccia. Abbiamo dimostrato, numeri alla mano, che le loro tesi erano alquanto strampalate. Ad ulteriore dimostrazione dell’infondatezza delle loro tesi, abbiamo i dati ufficiali della raccolta firme contro la caccia organizzata dalle associazioni animal-ambientaliste”.
La caccia è lecita, prevista e regolamentata
Sono numeri che parlano più di tante parole: “Ieri si è concluso il periodo loro concesso per la raccolta firme per una indizione di un referendum contro la caccia. Entrambe le iniziative degli anticaccia hanno raccolto poco più di 100mila firme in tutta Italia sulle 500mila necessarie.


Altra figura alquanto magra che legittima ancora di più il Parlamento a concludere l’iter di approvazione delle modifiche alla legge 157 del 1992, attualmente all’esame della Camera dei Deputati. Cari animal-ambientalisti fatevene una ragione: la caccia è e continuerà a essere un’attività lecita, prevista e regolamentata dalle direttive comunitarie e dalle normative statali, strumento indispensabile per la gestione della fauna selvatica e la tutela degli habitat naturali”.



































