È stata presentata questa mattina a firma dei deputati del Partito Democratico in Commissione Agricoltura della Camera, Antonella Forattini, Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi e del Capogruppo Stefano Vaccari, una interrogazione a risposta in commissione indirizzata al Ministro della salute e al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, sul tema della Mixomatosi della lepre.
Le premesse
Questo il testo:
Per sapere, premesso che:
secondo le informazioni diffuse dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER), il 22 settembre 2026 sarebbe stata segnalata in Italia la prima rilevazione dell’ha-MYXV, indicato anche come Toledo-MYXV, ceppo ricombinante del virus della mixomatosi in grado di infettare la lepre europea (Lepus europaeus);
il primo focolaio italiano sarebbe stato individuato nell’agosto 2026 in un allevamento di lepri della provincia di Padova; successive indagini avrebbero rilevato ulteriori casi in lepri selvatiche nelle province di Padova e Venezia, mentre sarebbero in corso accertamenti su segnalazioni di mortalità nel Rodigino;
il virus sarebbe stato segnalato anche in diversi Paesi europei e potrebbe diffondersi sia per contatto diretto sia tramite insetti vettori;
l’IZSLER avrebbe indicato l’importanza della sorveglianza attiva e passiva, con analisi delle carcasse rinvenute e dei campioni raccolti durante l’attività venatoria;
la popolazione di lepre europea della provincia di Bergamo e, più in generale, quella lombarda potrebbero essere esposte al rischio di introduzione del virus attraverso la circolazione di animali vivi destinati all’allevamento o al ripopolamento;
in relazione alla possibile presenza di casi sospetti o confermati in Lombardia, compresa la provincia di Mantova, sono state diffuse segnalazioni che necessitano di un chiarimento ufficiale;
Le richieste
se i Ministri interrogati siano a conoscenza delle rilevazioni e delle indagini diagnostiche relative all’ha-MYXV in Italia e quale sia, sulla base dei dati ufficiali aggiornati, il quadro epidemiologico nazionale;
se risultino casi confermati o sospetti in Lombardia, con particolare riferimento alle province di Bergamo e Mantova, e quanti campioni siano stati analizzati, con quali metodiche diagnostiche e con quali esiti;
quali misure di sorveglianza e coordinamento nazionale siano state attivate, o si intendano attivare, d’intesa con Regioni, servizi veterinari delle ATS e istituti zooprofilattici, per individuare tempestivamente eventuali focolai nelle popolazioni selvatiche e negli allevamenti;
se siano stati predisposti o aggiornati protocolli uniformi per la raccolta, conservazione e analisi delle carcasse e dei campioni di lepri rinvenute morte, sintomatiche o abbattute durante l’attività venatoria, nonché per la georeferenziazione e la comunicazione dei casi;
quali controlli siano previsti sulla tracciabilità, provenienza e movimentazione delle lepri vive destinate ad allevamento, riproduzione o ripopolamento, incluse le garanzie sanitarie, gli eventuali periodi di quarantena e gli accertamenti diagnostici;
se, sulla base delle valutazioni delle autorità veterinarie, intendano promuovere misure cautelative sulle movimentazioni di lepri provenienti da aree interessate da casi confermati o sospetti, e se intendano sollecitare le Regioni a valutare la sospensione temporanea delle immissioni di lepri vive e del prelievo venatorio nelle aree a rischio
































