Piccola selvaggina stanziale, FIDC Umbria propone un nuovo modello virtuoso

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Caccia alla lepre

Piccola selvaggina stanzialeLa caccia e la scienza sono grandi alleate per quel che riguarda la salvaguardia della biodiversità e la gestione del territorio: è questo il concetto emerso nel corso della presentazione del progetto “Linee guida della Federcaccia per la gestione della piccola selvaggina stanziale in Umbria“. La redazione è stata curata dal dottor Roberto Mazzoni Della Stella e la presentazione è avvenuta a Perugia, più precisamente presso la sede umbra dell’associazione venatoria.

Hanno preso parte al dibattito anche il numero due della Federcaccia Nazionale, Massimo Buconi, il tecnico faunistico Daniel Tramontana (Ufficio Gestione Faunistica) e i presidenti provinciali di Federcaccia Perugia e Federcaccia Terni, Alessandro Barbino e Giulio Piccioni. Mazzoni Della Stella ha cercato di spiegare per quale motivo sta calando la selvaggina stanziale, in primis lepri, fagiani e starne. Le trasformazioni ambientali, l’agricoltura sempre più meccanizzata, l’uso della chimica e l’aumento di specie animali opportuniste (soprattutto corvidi e cinghiali) hanno inciso profondamente, nonostante l’inibizione all’esercizio venatorio nelle aree vocate.

Per cinghiali e caprioli ci sono delle regole precise per una caccia corretta, mentre per la piccola selvaggina non esiste tutto questo. La sfida della Federcaccia è quella di responsabilizzare i cacciatori e creare un “mosaico” di aree vocate a queste specie. Si cercherà anche di creare un nuovo modello virtuoso, con una organizzazione dalla base.

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