Gli interrogativi sollevati
Il Partito Democratico porta in Commissione Ambiente la questione della lettera della Commissione europea sul ddl caccia 1552. Abbiamo depositato un’interrogazione al ministro Pichetto Fratin per fare chiarezza su una vicenda che solleva interrogativi serissimi sul comportamento del governo. La Commissione europea ha inviato una comunicazione formale, datata 18 dicembre 2025, nella quale contesta punti centrali del ddl 1552: la caccia fuori stagione, l’uso dei richiami vivi, i visori ottici e, aspetto forse più grave di tutti, la trasformazione del parere ISPRA sui calendari venatori da vincolante a meramente consultivo. Quest’ultima modifica, prevista dall’articolo 11 del disegno di legge, è stata esplicitamente segnalata da Bruxelles come un rischio per il sistema di tutela garantito dalla direttiva Uccelli.
Un ritardo significativo
La vicenda si è ulteriormente aggravata: le organizzazioni sindacali di ISPRA hanno denunciato anomalie nella gestione interna di questa comunicazione, con un ritardo significativo nella trasmissione ai destinatari istituzionali. Ritardi e opacità che confermano come l’autonomia tecnico-scientifica dell’Istituto sia già oggi sotto pressione.
Le valutazioni del Governo
Con questa interrogazione chiediamo al ministro di rendere conto delle tempistiche con cui la lettera europea è stata ricevuta e trasmessa alle competenti sedi istituzionali, e di comunicarla formalmente alle Commissioni parlamentari. Chiediamo inoltre quali valutazioni il governo abbia fatto sui rilievi di Bruxelles e quali misure intenda adottare per garantire il rispetto del diritto europeo e preservare il ruolo di ISPRA, fondamentale presidio tecnico scientifico del nostro paese”. Così in una nota i deputati del Pd Eleonora Evi, Marco Simiani, Sara Ferrari, Antonella Forattini e Stefano Vaccari firmatari dell’interrogazione. (Fonte Gruppo Pd – Camera dei deputati)
































