Riforma della legge sulla caccia
Questo pomeriggio il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida ha risposto in Senato a una interrogazione presentata dai senatori Naturale, Di Girolamo, Licheri Sabrina, Bevilacqua, Sironi, Nave, Lorefice in tema di riforma della 157/92.
Cosa ha chiesto il M5S
Queste le richieste pentastellate:
- se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e della comunicazione di cui in premessa e quali interlocuzioni istituzionali siano state avviate, anche in sede interministeriale e per quanto di competenza, in merito ai rilievi formulati dalla Commissione europea per le parti di interesse agricolo
- se ritenga che la predetta proposta di estensione delle attività connesse ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile possa generare fenomeni distorsivi nell’utilizzo di risorse, strutture e agevolazioni destinate al comparto primario, nonché favorire forme di impropria qualificazione agricola di attività prive di effettiva connessione funzionale con la produzione agricola
- quali iniziative afferenti alle sfere di spettanza intenda assumere al fine di assicurare la piena aderenza delle proposte normative oggetto di approvazione alle reali necessità del comparto agricolo, nel rispetto dei principi e degli obblighi derivanti dall’Unione europea e nella attiva prevenzione dell’insorgenza di possibili procedure di infrazione connesse alla violazione della normativa eurounitaria
Le parole del ministro
Lollobrigida ha così replicato: “L’approvazione della riforma della Legge sulla caccia che ieri è avvenuta in Commissione ci permette di sperare che i lavori parlamentari portino a conclusione un processo che qui è iniziato durante la scorsa legislatura con una indagine conoscitiva sui danni provocati dalla fauna selvatica. In quella sede sono state ascoltate tutte le più importanti associazioni animaliste e ambientaliste. Ricordo che il Ministro all’epoca era il Sen. Patuanelli e ricordo che vi fu ampia convergenza su quanto approvato dalla Commissione, anche da parte del Ministero dell’Agricoltura, e cioè vi fu una relazione nella quale si evidenziavano danni al sistema ecologico e ambientale derivanti da alterazioni ecosistemiche che determinano squilibri tra le specie, rischi sul piano sanitario, danni all’attività agricola, pericoli per la pubblica sicurezza, ecc…La conclusione fu quella di pensare ad una riforma della Legge sulla caccia. Quello che noi stiamo facendo a differenza del Governo precedente“.
Aziende faunistico-venatorie
“Ieri è stato approvato anche un emendamento sul bracconaggio e neanche in questa occasione avete votato a favore. Bisogna colpire chi agisce fuori dalle regole. L’iter del disegno di legge proseguirà dapprima in Aula e poi alla Camera. Tutte le considerazioni che provengono dalla Commissione europea sono oggetto di approfondimento tecnico. Non intendiamo però interrompere i lavori legislativi per una lettera di un burocrate. Quanto alla conversione delle aziende faunistico-venatorie in aziende agri-turistico-venatorie le assicuro che non sarà affatto automatica. Sarà autorizzata dalle Regioni all’esito di un procedimento amministrativo che richiede condizioni rigorose. Voglio garantire che tutto sarà messo a disposizione del Parlamento in ogni fase, qualora richiesto. L’impianto normativo italiano in senso ampio e generale prevede di considerare criminale non quello che esercita un’attività prevista dalla legge ma chi intende impedirlo violandola. Vale anche per l’attività venatoria“.



































