Retromarcia
Come un gatto in tangenziale: tanto è durato l’emendamento a firma del senatore di Fratelli d’Italia Bartolomeo Amidei che ieri ha stupito e innervosito i cacciatori italiani (anche per via dell’appartenenza politica dell’onorevole). Nella riforma della Legge 157 del 1992 Amidei avrebbe voluto ampliare il divieto di attività venatoria anche nei terreni degli agriturismi.
Ultima seduta
L’emendamento è stato ritirato dallo stesso senatore, come si evince dal sito web del Senato che ha aggiornato quanto accaduto nell’ultima seduta delle commissioni Agricoltura e Ambiente.
L’emendamento
Questo era il testo contestato: All’emendamento 12.0.1000, capoverso «Art. 12-bis», dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
«1-bis. All’articolo 21 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, al comma 1, dopo la lettera e) aggiungere la seguente:
e-bis) l’esercizio dell’attività venatoria nei pressi delle aziende agricole aperte al pubblico, delle fattorie didattiche e degli agriturismi a distanza non inferiore a 300 metri dagli edifici, recinti, stalle o strutture di accoglienza riconducibili a tali aziende; a distanza non inferiore a 300 metri dai confini dei terreni adibiti ad attività didattiche o ricreative; a distanza non inferiore a 300 metri da pascoli o recinti contenenti animali allevati o ospitati a fini educativi o turistici. Le Regioni adeguano i propri regolamenti venatori entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.».






































