Nuovo sito web
A pochi giorni dall’edizione 2026 del Caccia Village a Bastia Umbra, dove sarà presente, Stefano Castellani ha inaugurato il proprio sito web ufficiale. Un luogo telematico in cui poter fare anche riflessioni serie e approfondite sull’attività venatoria. Il cacciatore romano, tra i più attivi sui social (il suo profilo ha superato abbondantemente i 34mila follower), ha pubblicato proprio su questo sito il primo di quella che si può immaginare sarà una lunga serie di spunti sulla caccia.
Caccia e sport
Per il post di “debutto” Castellani ha cercato di spiegare il motivo per cui la caccia non possa essere in alcun modo considerata uno sport: “Quante volte abbiamo sentito dire che il cacciatore pratica uno sport che non ha motivo di esistere? Quante volte abbiamo sentito dire “se vuoi sparare vai al tiro a volo” ? Ecco, diciamolo una volta per tutte: la Caccia NON è uno sport e sinceramente faccio fatica anche a considerarla come un Hobby. Cos’è quindi la Caccia e quale è il suo posto nella società contemporanea? Dal mio punto di vista la Caccia non è Sport, ma ha un significato molto ampio e profondo ed è da ignoranti ridurla ad una semplice “uccisione” e/o passatempo“.
Nessuna competizione
Il post prosegue: “La Caccia è cultura, tradizione, è conoscere e rispettare profondamente l’ambiente, è tutelare la biodiversità, è valorizzare quello che la natura ha da offrirci, è condivisione. Poco o nulla di tutto questo quindi ha a che fare con lo sport. Nella Caccia non c’è competizione, non c’è un record da battere e non hai una classifica di fine campionato dove puoi vedere in quale posizione sei arrivato. La Caccia è un’attività controllata, regolamentata da norme severe, ci sono tempi e modalità da rispettare, ci sono specie cacciabili e specie che non lo sono, ci sono “numeri” da rispettare, tutto indicato nei calendari venatori regionali e tutto stabilito secondo quanto scritto nella legge Nazionale che regolamenta l’attività venatoria. Forse (e dico forse), l’unica cosa che può accomunare la Caccia con lo sport, sono le ottime condizioni di salute che il cacciatore deve possedere affinché possa essere ritenuto idoneo a poter esercitare l’attività venatoria“.
Persone pulite
La riflessione fa poi leva su una distinzione ben netta: “È chiaro che essere un cacciatore non richiede la preparazione atletica di un centometrista, bisogna tuttavia godere di ottima salute e, soprattutto, essere una persona con la fedina penale immacolata. Se vedete un cacciatore per i boschi, indipendentemente dalla vostra idea in merio all’esercizio dell’attività venatoria, dovete sapere che avete davanti a voi una persona pulita. Di quante altre persone potreste dire lo stesso? Quando Caccia e Sport sono stati estremamente vicini? Ad essere onesti, a mio avviso c’è stato un momento dove “Caccia e Sport” sono stati estremamente vicini, dove uccidere di più significava essere il più bravo di tutti. Faccio riferimento a quello che un tempo veniva chiamato “Tiro al Piccione“, una pratica dove venivano liberati dei piccioni vivi e dovevano essere abbattuti entro determinate distanze affinché l’uccisione fosse ritenuta valida ai fini della competizione. Spiegare le regole di questa disciplina sportiva in questa sede lo trovo fuori luogo, quello che è giusto considerare è che in Italia è stata definitivamente vietata in quanto ritenuta “illegale” (il piccione oggi è stato sostituito dall’elica, un oggetto che simula il volo dell’animale). In conclusione: la Caccia non è uno sport, forse Caccia e Sport hanno camminato fianco a fianco per un periodo fino a quando, GIUSTAMENTE, è stato deciso che prendessero strade diverse“.





































