Dopo la denuncia da parte degli animalisti di una strage di lepri avvenuta qualche giorno fa nel Ravennate “a spregio di ogni regolamento venatorio in corso”, anche i cacciatori si schierano contro l’episodio. “Condanniamo fermamente quanto avvenuto in occasione dell’apertura della caccia, dove un gruppo di persone, certamente non qualificabili come cacciatori seppur in possesso di regolare licenza, hanno compiuto un atto gravissimo e dequalificante che non li rende dissimili da coloro che praticano il bracconaggio, facendo scempio di un ingente numero di lepri – scrivono le associazioni venatorie di Ravenna – Siamo di fronte a un atto posto in essere deliberatamente, che getta discredito su di un’intera categoria di persone, rispettosa delle regole in ambito venatorio.
Rischiando di cancellare l’immagine del vero cacciatore, che quotidianamente pone in essere il proprio operato per l’arricchimento e il rispetto dello stesso. Quindi le associazioni venatorie non possono che condannare tale gesto, riservandosi di adottare quei provvedimenti, non solo statutari, che le distinguano dall’essere considerate alla stessa stregua di questi ‘soggetti’.
Nel contempo, daremo mandato ai nostri legali per tutelarsi in tutti i gradi di giudizio e parallelamente costituirci parte civile in un eventuale processo a loro carico, per difendere e sottolineare che essere cacciatori esclude l’essere bracconieri”.
Giornalista. Nato a Roma nel 1982. Tante passioni, tra cui quella per l'ambiente, il territorio e la ruralità, maturata grazie alle vacanze nell'Appennino Umbro-Marchigiano e ai racconti dei cacciatori del posto. Ha dedicato parte dei suoi studi all'agricoltura e all'economia "green".
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