Le contestazioni animaliste
Più che da leoni, come nel celebre film del 1979, quello odierno in Molise è stato un “mercoledì da cinghiali”. Gli ungulati sono infatti i protagonisti della sentenza con cui oggi, mercoledì 28 ottobre 2026, il TAR ha accolto il ricorso della LAV e della LNDC contro il piano straordinario di gestione e contenimento. Le due associazioni avevano contestato gli abbattimenti dei cinghiali in orario notturno e al di fuori del periodo venatorio.
Alternative non cruente
In particolare, le contestazioni hanno riguardato le modalità di controllo dei cinghiali e il fatto che non siano state valutate alternative non cruente (una formula spesso ricorrente in pronunce del genere in cui gli animal-ambientalisti si contrappongono al mondo venatorio). Secondo il piano, il controllo autorizzato non doveva essere considerato caccia e quindi da svolgere con modalità completamente differenti.
Misure molto specifiche
Oltre agli abbattimenti notturni già ricordati, il piano straordinario contemplava l’uso di cani addestrati, visori termici a infrarossi, richiami, reti, trappole e il coinvolgimento del prefetto per quel che riguarda le operazioni urbane. Per il TAR, però, tutte queste misure non sono state considerate necessarie e proporzionali.
































