Interrogazione alla Camera
Ammettiamolo, siamo tutti curiosi di conoscere quale sarà la prossima richiesta del PD per rubacchiare qualche voto alla palude animalista. Qualcuno arriverà a proporre un bel microchip o un tatuaggio sulla fronte con la scritta “CACCIATORE” così tutti sapranno che hanno davanti un criminale pazzoide pronto a fucilare chiunque gli passi vicino. E qualcun altro, magari, si spingerà anche oltre, proponendo l’istituzione di campi recintati nei quali “concentrare” i cacciatori. No, non stiamo esagerando, infatti, due esponenti del Partito Democratico, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino, hanno depositato alla Camera una proposta motivata dal fatto che, secondo loro e secondo la famosa Fondazione Capellino (quella dei mangimi non certo vegetali per i milioni di cani e gatti domestici), la caccia così com’è oggi non è sicura e sono necessarie misure più stringenti.
Tante richieste assurde
Quindi, le “pasionarie”, che vorrebbero arraffare qualche voto nello schieramento animalista che politicamente è targato AVS, propongono di innalzare le distanze di sparo, chiedono di dotare di etilometri i Carabinieri Forestali, invocano l’uso di droni e l’obbligo di indossare un abbigliamento rifrangente con un codice identificativo (tipo targa, per intenderci) e corpetti protettivi per i cani. Forse le due animaliste non sanno che i giubbetti rifrangenti, soprattutto per le battute al cinghiale, sono ormai obbligatori da anni, e ignorano che è semplicemente ridicolo far indossare un giubbetto protettivo (che serve per evitare ferite da cinghiale) a cani da ferma, da lepre, da cerca o da riporto.
Le elezioni si avvicinano
Il fatto ancora più grave, però, è che per motivare tutto questo ambaradan preelettorale, le due deputate affermino che le battute al cinghiale mettono a costante rischio residenti e cittadini, suscitando un allarmismo sociale che finora era stato la prerogativa degli animalisti e che non è assolutamente motivato da dati concreti. Ma questa uscita propagandistica non è certamente una sorpresa perché la “caccia ai cacciatori” da parte del PD è cominciata già da tempo. Infatti, nel mese di giugno, nel pieno della discussione sulle modifiche della legge 15792, l’antidemocratica proposta di alcuni esponenti dell’opposizione di buttare nel cestino il disegno di legge senza neanche discuterlo è stata sciaguratamente firmata anche dalla segretaria di PD Elly Schein che ha dato uno schiaffo a tutti quei cacciatori italiani che sono legittimamente e convintamente elettori del PD (Paolo Sparvoli – Presidente di ANLC).































