Arci Caccia Toscana, “Garantire certezza del diritto per i cacciatori”

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Arci Caccia - Associazione VenatoriaArci Caccia Toscana sulla sentenza della Consulta sul Calendario Venatorio regionale, “E’ necessario garantire la certezza del diritto per i cacciatori”.

La sentenza della Corte che dichiara l’illegittimità costituzionale del Calendario venatorio approvato con Legge è, seppur non inaspettata, una brutta notizia che contribuisce ad aumentare il grado di incertezza che da tempo grava sui cacciatori. Con questo atto la Toscana si trova, di fatto, a dover ricostruire un nuovo Calendario che, in tempi brevissimi, offra di nuovo la certezza a decine di migliaia di cacciatori toscani di poter svolgere con serenità e certezza di regole la loro attività. E’ dunque un imperativo che da oggi, prendendo atto della sentenza della Corte Costituzionale, la Regione approvi al più presto un nuovo atto che ristabilisca un quadro regolamentare certo che salvaguardi i diritti dei cacciatori. Sarà la Regione ad individuare i percorsi più idonei al raggiungimento di tale scopo, siano essi di natura tecnico-giuridica e/o più propriamente di carattere politico; l’importante è che venga affermata la certezza del diritto nei confronti di una attività che da troppo tempo è attraversata da conflitti e precarietà.

Un percorso che dovrà essere ora garantito dalla Regione Toscana e dall’Assessore Salvadori, auspicando che le sue dichiarazioni alla stampa di queste ore ed i toni tranquillizzanti ed ottimistici, risultino realmente fondati traducendosi in fatti e azioni conseguenti. La sentenza della Corte è altresì la conseguenza giuridica di un clima politico sbagliato che in tutti questi anni ha alimentato illusioni e false aspettative. Come affermiamo da tempi non sospetti e come abbiamo recentemente dichiarato nel nostro Congresso Nazionale e in tutte le innumerevoli iniziative che la nostra associazione ha tenuto in questi mesi anche nei Tavoli Regionali, le priorità della caccia sono ben altre da quelle rappresentate da rivendicazioni ampliative.

Non neghiamo, in via di principio, la legittimità di tali richieste, specie se suffragate da dati scientifici che potessero avvalorarne la fondatezza; tali richieste, tuttavia, per essere ulteriormente rafforzate in chiave sociale e per non incontrare ostacoli di ordine culturale, dovranno essere inserite all’interno di un contesto più complessivo i cui contenuti fondamentali siano rappresentati dalle vere emergenze che gravano sull’attualità della gestione faunistico-ambientale (governo unitario del territorio, nuovo patto con il mondo agricolo, sfida culturale contro l’animalismo ecc.).

Per tutto ciò è necessario avviare una nuova fase che punti direttamente alla soluzione dei problemi centrali che abbiamo più volte richiamato. Serve un urgente ritorno in campo della politica per ristabilire un nuovo quadro di riferimento istituzionale nelle prerogative delle Regioni e che in Parlamento, porti alla costruzione grazie ad un solido fronte di alleanze, di alcune necessarie riforme legislative per il rilancio della gestione, per garantire il controllo faunistico di alcune popolazioni di fauna selvatica, per rispondere e sconfiggere con i fatti la nuova ondata animalista che sta avvelenando i rapporti nel Paese ridando profilo e autorevolezza ai cacciatori e alla caccia del futuro.

29 maggio 2013

Arci Caccia Toscana

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