ANLC: “I cacciatori marchigiani devono continuare ad andare nei siti di Natura 2000”

L'associazione Libera Caccia ha commentato il recente provvedimento con cui è stata disposta la chiusura nelle oasi.

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Cacciatori marchigiani

Cacciatori marchigianiGiancarlo Gasparini, numero uno della sezione regionale delle Marche dell’associazione Libera Caccia ha affrontato la questione della sospensione della caccia nelle oasi e SIC:
“Tutti i portatori di interesse conoscono ormai l’ordinanza del Consiglio di Stato di pochissimi giorni fa con la quale detto Organismo di Giustizia Amministrativa ha sospeso la caccia nei siti di Rete Natura 2000 (SIC e ZPS) della Regione Marche inibendo quindi l’attività venatoria in quasi il 15% del territorio agro-silvo- pastorale della nostra Regione. Il motivo del contendere, eccepito dal Consiglio di Stato, è la presunta mancanza di una puntuale pianificazione faunistico/venatoria regionale, pianificazione che dovrebbe essere la base di ogni calendario venatorio. La Regione Marche ribadisce che è sì vero che il piano faunistico venatorio è scaduto ma è altrettanto vero che l’art.3 della legge regionale delle Marche vigente in materia di caccia stabilisce che: fino all’entrata in vigore dei nuovi piani faunistici resta efficace la pianificazione esistente.

Se corretta o meno tale interpretazione lo sancirà il Tribunale Amministrativo Regionale nella prossima udienza di merito. Fin qui i fatti; ora le opinioni. Questa Associazione Venatoria, Associazione Nazionale Libera Caccia delle Marche, seconda associazione per numero di iscritti sia in Italia che nelle Marche, ha sollecitato e pungolato per anni l’Assessore regionale alla Caccia sulla necessità e l’urgenza di avere un piano faustico/venatorio aggiornato, puntuale, completo di ogni analisi ambientale necessaria (v.i.a., v.a.s., ecc.), oltre a specifici piani di controllo delle specie opportuniste, anche questi con tutti i crismi di legge.

Quanto sopra è testimoniato da tante riunioni fatte in Regione, l’ultima con l’Assessore di nemmeno un mese fa, oggetto questa pure di un recente comunicato stampa puntualmente ripreso dai Media. La Regione Marche, in questi ultimi anni, non ha ritenuto di dare priorità alla pianificazione faunistico/venatoria generale ma ad altre cose relative al mondo venatorio (predisposizione di uno statuto unico per tutti gli AA.TT.CC., recentemente un regolamento relativo agli ungulati (peraltro ancora inattuato), prove cinofile negli Istituti protetti degli AA.TT.CC., calendari venatori puntuali ed altro). Solo recentemente ha affidato l’incarico a tecnici esterni per iniziare la predisposizione del Piano Faunistico. Passeranno anni prima che venga adottato. Le Regione merita ogni censura per questo comportamento, censure che abbiamo già fatto e che faremo ancora fortissime. In questo momento però i legali di questa Associazione affiancano l’Avvocatura Regionale per ottenere ragione nelle sedi di giustizia, noi tutti facciamo quadrato perché sia dimostrata l’ottemperanza alle norme da parte della Regione e perché quindi i cacciatori possano continuare ad andare a caccia, in piena legittimità, nei siti di Rete Natura 2000 come già previsto dal vigente calendario venatorio. Fa specie e dispiace quindi constatare come qualche Associazione consorella si lanci in ardite fughe in avanti o considerazioni su quanto fatto in questi anni tanto da far venire in mente l’antica locuzione latina excusatio non petita accusatio manifesta.

È tale atteggiamento che ci ha costretto a fare queste precisazioni per amore di verità. Per concludere, ci dispiace molto che anche in questo frangente così difficile per la caccia marchigiana, in questa situazione che ha delle responsabilità anche pesanti da parte della Regione, non si pensi però prima di tutto a collaborare in silenzio con la stessa Regione per aiutare, tutti insieme, a risolvere il problema contingente con immediatezza nell’interesse di tutto il mondo venatorio, per l’incolumità dei praticanti la caccia (causa l’aumento della densità venatoria sul terreno rimasto cacciabile) e del mondo agricolo (si pensi solo all’aumento della popolazione dei cinghiali perché non cacciati). In questo contesto ci tocca leggere invece comunicati di qualche rappresentante dei cacciatori che, in sostanza, dice quanto sono bravo io, quanto è brava la mia associazione. Mi chiedo: c’è ancora qualcuno della nostra categoria che si meraviglia della situazione in cui ci troviamo?!”.

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