Arci Caccia: “Cambiare tutto subito perché non cambi mai niente”

Quale deve essere il percorso che consenta ai cacciatori di aggregare idee e proposte e arrivare alla meta con i cacciatori a fare da protagonisti?

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Articolo 842

Arci CacciaL’unità del mondo venatorio è un tema che da sempre ci sta molto a cuore. Apprezziamo che il Presidente dell’ANUU Marco Castellani abbia risposto alla nostra lettera aperta e, in parte, Arci Caccia condivide l’obbiettivo. Il fine è quello di arrivare ad una sola associazione, non abbiamo alcun dubbio. Quale deve essere il percorso che consenta ai cacciatori di aggregare idee e proposte e arrivare alla meta con i cacciatori a fare da protagonisti? In un mondo ideale, forse potrebbe bastare accendere un interruttore per avviare il nuovo corso, ma noi ne dubitiamo.

Ci vorrà tempo per realizzare il percorso partecipativo dal basso che viene richiesto giustamente dal Presidente Castellani, ed occorre avviarlo quanto prima. Nel frattempo, però, troviamo giusto dare dei segnali e risposte, mettendo in campo tutte quelle iniziative unitarie “immediatamente cantierabili” che possono, comunque, avviarci sulla strada dell’unità. Ne sono un esempio una polizza unitaria (in passato rinnegata, non da noi) e una rete integrata di servizi e attività sportive, che, assieme alla comunicazione congiunta già attiva nella Cabina di Regia, annullerebbe di fatto la concorrenza sul tesseramento, il momento più divisivo nei rapporti tra le associazioni.

Rimanere fermi ad aspettare, limitandosi a chiedere tutto e subito, è indubbiamente una strategia storicamente perdente, che rischia di compromettere un lavoro laddove già avviato. Troppe volte abbiamo risposto “presente” ad appelli all’unità che si sono risolti in un nulla di fatto. A meno che, anche questa volta, non sia questo il fine: chiedere di cambiare tutto affinché non cambi niente. Noi abbiamo avanzato una proposta realizzabile nell’immediato e aspettiamo di conoscere le opinioni degli altri Presidenti Nazionali, compreso quello dell’Associazione Maggiore, in modo da capire chi, davvero, vuole procedere verso l’unità. A questo scopo non possiamo non chiederci come mai ad un quesito nazionale risponda la Federcaccia Toscana, oltretutto tramite un comunicato di un’associazione non riconosciuta? È stata delegata a rappresentare Federcaccia sui temi dell’unità? Vorremmo saperlo, giusto per capire se, quanto letto nel comunicato uscito ieri è la posizione ufficiale di Federcaccia.

Questo perché non capiamo la necessità di denigrare esperienze unitarie positive come la Feraveri dell’Emilia Romagna di cui Fidc è stata un membro fondatore o la stessa Cabina di Regia, a cui Federcaccia ci risulta aderire con convinzione, i documenti del passato sono chiari. Se l’idea di unità di Federcaccia è quella di riproporre una fallimentare confederazione priva del riconoscimento statale, dove Fidc è sola egemone, e che in anni di attività non è riuscita che a convincere l’ANUU sulle sette associazioni riconosciute presenti in Toscana, allora andiamo poco lontano. Noi ribadiamo la nostra posizione, cominciamo a federare le associazioni nazionali riconosciute, vincolandole a lavorare insieme, su finalità e servizi comuni, senza farsi la guerra, già da subito ed intanto lavoriamo per conseguire il risultato che tutti ci auspichiamo: un mondo venatorio unito.

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