Arci Caccia chiede la riattivazione del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale

Il presidente Sorrentino ha parlato dell'interrogazione del Deputato Guglielmo Golinelli e della risposta del Ministro Centinaio sui poteri delle regioni.

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Arci Caccia

Comitato Tecnico Faunistico Venatorio NazionaleIn merito all’interrogazione del Deputato Guglielmo Golinelli e alla risposta del Ministro Centinaio sull’implementazione dei poteri alle Regioni in ordine ai piani di caccia, finalizzati al controllo numerico di alcune specie, il Presidente Nazionale dell’ARCI Caccia, Sergio Sorrentino, ha dichiarato: “Plaudiamo all’iniziativa dell’on. Golinelli e all’attenzione dedicata dal Ministro Gian Marco Centinaio al tema del controllo di alcune specie selvatiche. Della risposta del Ministro apprezziamo la notizia che ci sia un importante lavoro in corso con le Regioni e con il Ministero dell’Ambiente.

La costituzione di un Gruppo di Lavoro che presenterà entro il 31 marzo una Relazione, è un importante obbiettivo. Ci permettiamo di sottolineare di nuovo criticamente che si sottovaluti l’importanza di riattivare un luogo di confronto con i portatori di interesse. La sede è il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale previsto dalla legge. Rimetterlo nelle condizioni di operare consentirebbe di mettere in campo – quale risorsa utile al processo – i cacciatori, il loro contributo di proposte, di idee, la loro esperienza e conoscenza che – al fianco e nell’interesse degli agricoltori – potranno operare al servizio delle istituzioni.

L’interesse primario, per noi, è di concorrere a risolvere le criticità comunicate al Parlamento dall’interrogante on. Golinelli cui ha risposto con consapevolezza e conoscenza il Ministro Centinaio in Aula. La responsabilità di un infausto animalismo immaturo, presente in Italia, è di voler impedire ad ogni costo la gestione della fauna selvatica. Se troverà udienza il fondamentalismo del “NO”, come nel passato, si aggraverà la situazione producendo ancora più danni all’economia agricola, alla zootecnia, alla salute, al benessere animale e al Paese sempre crescerà il rischio del sacrificio di innocenti vite umane sulla strada”.

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