Arci Caccia Teramo: “Il regolamento sulla caccia al cinghiale è diventato una telenovela”

Il ritardo che si è accumulato nell'approvazione del testo ha fatto intervenire il presidente provinciale Massimo Sordini.

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Appennino Lucano

Caccia al cinghialeMassimo Sordini, numero uno della sezione provinciale di Teramo dell’associazione Arci Caccia, ha espresso tutta la propria delusione per come è gestita attualmente la proposta di modifica del regolamento abruzzese sugli ungulati. Sordini ha ricordato come siano ormai sei mesi che la Commissione Regionale sta analizzando queste modifiche, utili per contrastare la presenza massiccia di cinghiali in alcune aree, ma la “linea del traguardo” non è ancora visibile.

L’accusa rivolta alla Terza Commissione della Regione Abruzzo è dunque molto precisa, visto che sono mesi che si rinvia l’approvazione del testo. L’iter era cominciato con le richieste dei sindaci del Chietino, pronti ad emettere ordinanze per l’abbattimento massiccio dei selvatici arrivati entro il centro urbano e la costa. Subito dopo è arrivata una proposta condivisa per riaprire la caccia a squadre nei territori regionali in cui è accertato l’allarme sociale.

Come sottolineato da Arci Caccia Teramo, il regolamento attuale ha paradossalmente bloccato per tre anni il prelievo venatorio in squadra, ora però la politica continua a scontrarsi anche su un problema tanto urgente. Inoltre, Sordini ha lamentato come cacciatori, agricoltori e sindaci stiano semplicemente a guardare. La speranza è che prevalga il buon senso e che l’approvazione finale arrivi quanto prima, altrimenti si continuerà a pagare i danni e a piangere i morti.

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