Associazioni venatorie di San Miniato (PI): “Rinunciamo alla caccia alla lepre”

Il prelievo in questione, come da calendario venatorio, termina il 7 dicembre di ogni anno.

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Vastese

San MiniatoIn questa fase di emergenza sanitaria, che passerà alla storia, stiamo assistendo ad una vera e propria corsa a tamponare evidenti “falle” nel sistema organizzativo del Paese. Ne sono una testimonianza i continui DPCM emanati a raffica, l’ultimo a correggere ed integrare il precedente. Le Regioni operano spesso in completa autonomia, facendo a gara a chi è più virtuosa, come se ogni governatore volesse prevaricare l’altro. Nei fatti, invece, si può affermare che si è creata una grande confusione ed un grande disorientamento. Non entriamo nel merito di come sarebbe stato meglio operare e programmare, non spetta a noi.

A noi, invece, spetta il compito di difendere la passione venatoria, e soprattutto i diritti e l’immagine del cacciatore. Il mondo venatorio non ha mai sottovalutato l’emergenza sanitaria ed i molti contagi e purtroppo decessi che ci sono stati anche nel nostro Comune. Per questo, tutte le Associazioni Venatorie di San Miniato, sentito preventivamente il parere di molti praticanti con unanimi consensi, hanno condiviso di rivolgere un appello a tutti quelli che praticano la caccia alla lepre, affinché, anche quando sarà nuovamente consentito questo tipo di caccia, presumibilmente dal prossimo fine settimana, desistano dal praticarla. Si tratterebbe di rinunciare a una, forse due giornate, su una stagione ormai definitivamente compromessa, poiché la caccia alla lepre, come da calendario venatorio, termina il 7 dicembre di ogni anno.

Questo è motivato dal fatto che la lunga pausa che c’è stata, su cui i Cacciatori hanno espresso più volte le loro perplessità, ha provocato un generale rilassamento di questo tipo di selvaggina, che ne potrebbe causare un eccessivo prelievo. Questo a conferma del fatto che il mondo venatorio ha a cuore gli equilibri faunistici. Certo la nostra proposta, che non è impositiva, assume un valore deontologico e collaborativo oltre che essere una programmazione cautelativa per il futuro. Il nostro, quindi, appello ha un duplice significato: da un lato vogliamo dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, la nostra serietà e responsabilità ed etica venatoria nella gestione della selvaggina e del territorio; dall’altro vogliamo comunque ribadire il nostro dissenso su come è stata affrontata la gestione dell’attività venatoria nei vari provvedimenti governativi e regionali. Infatti ci aspettavamo da coloro che hanno responsabilità di governo a tutti i livelli, che ci fosse una maggiore attenzione e chiarezza verso il mondo della caccia.

Ci preme sottolineare che non abbiamo accettato il comportamento assunto dal Governo nei confronti dei cacciatori, ignorando completamente la categoria, forse la più sicura da un punto di vista epidemiologico, nell’esercitare questa attività. Come ci preme rimarcare c’è massima coesione, a San Miniato, fra le varie tipologie di caccia. Certamente non seguiremo gli appelli al contenimento di selvaggina cosiddetta dannosa o pericolosa, se non c’è unanime operatività nei prossimi DPCM o Ordinanze regionali. E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che siamo stati ignorati anche dal governatore della Toscana oltre che dal Governo centrale. Ci auguriamo che il nostro “atto” sia un importante segnale a coloro che si limitano a considerazioni superficiali sui cacciatori, dandone spesso un’immagine sbagliata (Federcaccia, ARCT e Arci Caccia San Miniato).

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