Benelli Argo Endurance Pro: la funzione e la classe

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Benelli Argo Endurance Pro: non è trascorso molto tempo dalla presentazione della versione Endurance del semiauto rigato Argo che prontamente viene proposta al mercato una versione dedicata agli amanti della funzionalità unita all’eleganza: la Progressive Comfort.

di Emanuele Tabasso

Nell’esaminare la carabina semiautomatica Argo nella sua recente versione Endurance si era potuto apprezzare il lavoro svolto nel modificare alcune parti dell’arma rendendone ancor più funzionale l’impiego e dotandola di una più marcata resistenza all’incuria di molti proprietari che abbandonano in rastrelliera, peggio ancora nel fodero, il fucile dopo un reiterato impiego senza rimuovere la sedimentazione di sporcizia con i risultati facilmente immaginabili; inoltre si è fornita una serie di vantaggi in termini di sicurezza oggettiva tali da farla classificare ai massimi livelli delle specifiche usualmente riferite ad armi militari. Le scelte tecniche fondamentali e continuative sono ben individuabili nella canna sostituibile e fissata al fodero di culatta collegato al castello in lega leggera, nell’otturatore in due parti interconnesse con la testina rotante dotata di tre alette frontali di chiusura con mortise ricavate direttamente nel prolungamento di culatta, nell’apparato della presa di gas che mantiene la base fissata alla canna con grani a vite.

Le prime modifiche riguardano proprio la presa di gas dove nel nuovo modello si adotta l’acciaio inossidabile in luogo della lega leggera, così come per il pistone e per lo stelo su cui lo stesso è investito. Originariamente pistone e impulsore formano un corpo unico mentre qui si dividono le due parti e quella anteriore con i due puntoni viene conservata in lega considerando come questo materiale sia di ampia affidabilità per il lavoro da svolgere e la quasi assenza di sporcizia raccolta nell’impiego. Ancora vediamo mantenuti i due pistoncini inseriti nella parte anteriore del castello, pronti a ricevere la spinta dall’impulsore trasmettendola al carrello portaotturatore.

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Rimangono analoghi il sistema di recupero con bielletta collegata al carrello e molla elicoidale nel calcio, il caricatore con soletta sagomata, il gruppo di scatto comprensivo della guardia in cui sono disposti i quattro comandi fondamentali del grilletto di scatto, della leva per lo sblocco dell’otturatore, del bottone di sicura e del tasto arcuato per lo sgancio del caricatore. Le specifiche di resistenza del fucile a trattamenti rudi e al limite dell’accidentale come la caduta sui sei lati da un’altezza di 150 cm e su un battuto di cemento sono prove probanti di una meccanica robusta e, soprattutto sicura perché non veder partire il colpo quando il fucile picchia con la volata della canna da una tale altezza rassicura molto.

Nella ricerca della massima funzionalità rientra anche la calciatura e la specialissima Comfortech, ingegnoso brevetto della Benelli, si rivela decisamente adeguata a stemperare la sensazione di rinculo con quel sistema meccanico di assorbimento dell’energia racchiuso nella serie di trabeazioni, zeppate da inserti in gomma, per la flessione e distensione di tutto l’insieme. Si sommano poi le possibilità di regolazione di piega e vantaggio, la lunghezza del rapporto calcio/grilletto su tre valori (350/365/380 mm), la sostituzione del calciolo anatomico e del nasello per ottimizzare l’imbracciatura dell’arma secondo la propria complessione fisica, scegliendo anche in rapporto alla caccia che si intende praticare, quindi con un’imbracciatura corta per tiri grintosi e rapidi o una più lunga per un impiego più meditato, soprattutto con l’ottica.

Il Progressive Comfort
Benelli più avanti da sempre, felicissimo questo motto aziendale, non poteva non vedere il sopracciglio inarcato di un cospicuo numero di potenziali clienti che plaudono certamente a queste innovazioni tecniche cui si devono sicurezza, funzionalità, praticità di impiego, gradevoli sensazioni allo sparo e brillanti risultati: la modernità del disegno industriale inaugurato dalla Argo ne ha fatto un modello da prendere ad esempio, ma il tocco di classe di una calciatura in noce di buona levatura rimane un punto di arrivo ineludibile per gli amanti del bello e del classico. In effetti le calciature di tale fatta erano già previste con la remora di non poter concedere a chi le sceglie le belle prerogative del Comfortech: soluzione pronta e servita! Già il semiauto liscio Raffaello di ultimissima generazione ha presentato il calcio Progressive che coniuga legno e un calciolo fenomenale entro cui è racchiuso un marchingegno, tanto semplice a vedersi quanto sofisticato nella realizzazione e funzionale nell’impiego.

Premettiamo che lo si può osservare soltanto in quegli esemplari da esposizione creati a tale scopo perché il sistema di assorbimento e restituzione di energia è completamente incluso nel legno, magari il calciolo può sembrare un poco più spesso del solito, ma la classe e lo stile del materiale naturale non sono assolutamente inficiati. Si aggiunge, e davvero lo si può concedere anche da un punto di vista meramente estetico, il nasello in materiale morbido assorbente che isola lo zigomo del tiratore dalla vibrazione e dall’urto generati dallo sparo. Forse trovare una colorazione del materiale sintetico prossima al marrone caldo del legno potrebbe apparire una finezza in più: nella configurazione attuale funge l’abbinamento cromatico con il calciolo.

Il funzionamento descritto per sommi capi si basa su una doppia serie di lamelle a sbalzo, disposte a pettine e di spessore differenziato, collegate alla parte mobile del calciolo e interconnesse con un doppio rango analogo sporgente da un supporto fissato al calcio. La spinta retrograda dello sparo comprime il calcio contro il calciolo, punto resistente è la spalla del tiratore, e la flessione indotta fra le lamelle si attua con progressione crescente, funzionando in maniera proporzionale all’energia sviluppata dalla cartuccia. Intuibile come la riduzione del rinculo percepito induca un minor rilevamento dell’arma, una maggiore attenzione del tiratore sul bersaglio e soprattutto sullo scatto consentendo il raggiungimento di risultati migliori. A completamento della lavorazione dei legni troviamo ancora nelle zone di presa lo zigrino Wood Touch a elementi triangolari garante di una presa salda anche con mani umide o addirittura infangate.

Nei fattori aspetto ed estetica che hanno guidato questo nuovo modello non si poteva tralasciare un particolare riguardo al castello: la lega leggera di alluminio con cui viene realizzato subisce un esclusivo trattamento di elettrocolorazione grazie a cui si aggiungono speciali sali minerali al bagno di anodizzazione elettrolitica riportando nei pori della lega il colore desiderato: qui vediamo il Brown scelto appositamente per far risaltare ulteriormente il legno della calciatura. La resistenza agli agenti esterni che deriva da un simile trattamento risulta elevatissima, si ottiene pure una maggior durezza superficiale e, da ultimo, ma non ultimo, l’aspetto ne guadagna moltissimo.   
Tecnologia innovativa e tradizione classica: qui la convivenza è perfetta.

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