Risposta immediata
È stata presentata da Angelo Bonelli, primo firmatario, una interrogazione a risposta immediata al Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin sulla discussione al Senato del disegno di legge n. 1552, “Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157”. L’interrogazione sarà discussa oggi pomeriggio, 10 giugno, in Aula alla Camera, a partire dalle ore 15.
Le richieste
Di seguito il testo dell’interrogazione presentata:
BONELLI, BORRELLI, DORI, FRATOIANNI, GHIRRA, GRIMALDI, MARI, PICCOLOTTI, ZANELLA e ZARATTI. — Al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che: risulta attualmente in discussione al Senato il disegno di legge atto Senato n. 1552, recante «Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157»;
la legge n. 157 del 1992 costituisce l’architrave della disciplina nazionale in materia di tutela della fauna selvatica omeoterma e di prelievo venatorio, in attuazione anche degli obblighi derivanti dalla normativa europea;
secondo quanto reso noto dalle associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia, la Direzione D – biodiversità della Direzione generale sviluppo della Commissione europea avrebbe trasmesso al Governo italiano, già nel dicembre 2025, una lettera ufficiale contenente rilievi fortemente critici su parti rilevanti del disegno di legge atto Senato n. 1552;
la nota della Commissione europea evidenzierebbe possibili gravi violazioni della «direttiva uccelli» n. 2009/147/Ce e della «direttiva habitat» n. 92/43/Cee, con particolare riferimento all’estensione della caccia fuori stagione, all’indebolimento del parere scientifico di Ispra, all’uso di strumenti ottici e optoelettronici e alla disciplina dei richiami vivi;
ulteriori elementi critici emergono dalle disposizioni che prevederebbero la possibilità dell’esercizio venatorio sul demanio marittimo e nelle aree naturali protette, oltre all’ampliamento delle specie cacciabili a quelle protette;
La questione europea
secondo quanto denunciato dalle associazioni ambientaliste e animaliste, il Governo non avrebbe reso nota al Parlamento l’esistenza della lettera della Commissione europea, né avrebbe chiarito se e in che modo i rilievi europei siano stati valutati nel corso dell’iter parlamentare;
la mancata piena conoscenza, da parte del Parlamento, di rilievi formali provenienti dalla Commissione europea su un disegno di legge in corso di esame rischierebbe di compromettere la correttezza del procedimento legislativo, la qualità dell’istruttoria parlamentare e il rispetto del principio di leale collaborazione tra istituzioni nazionali e Unione europea;
l’approvazione di disposizioni in contrasto con la «direttiva uccelli» e la «direttiva habitat» potrebbe esporre l’Italia a nuove procedure d’infrazione, oltre a quelle già in corso su analoga materia, con possibili conseguenze economiche e reputazionali a carico del Paese –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei contenuti della lettera trasmessa dalla Commissione europea, se intenda fornire i rilievi in essa espressi al Parlamento e assumere iniziative, per quanto di competenza, affinché sia garantito comunque il rispetto della normativa europea sulla tutela della biodiversità, degli habitat e dell’avifauna selvatica, scongiurando l’esposizione del Paese al rischio di ulteriori procedure d’infrazione, oltre a quelle già in corso, e di eventuali sanzioni.




































