Caccia agli ungulati: Abruzzo, la Regione discute l’apertura della caccia a cervo e capriolo

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Caprioli - Capreolus CapreolusCaccia agli ungulati: Abruzzo, la Regione prossima a discutere l’apertura della caccia al cervo ed al capriolo nell’ambito della disciplina della caccia agli ungulati.

“Mercoledì prossimo è di nuovo all’ordine del giorno della terza commissione della Regione l’esame della proposta di regolamento che prevede anche di aprire la caccia al cervo e al capriolo”. Lo riferiscono Stefano Allavena Pietro Matta, Delegato LIPU per l’Abruzzo Coordinamento regionale di Pro Natura, Maurizio Acerbo, Consigliere regionale. “Il cervo e il capriolo si erano completamente estinti in passato in Abruzzo a causa soprattutto di una caccia eccessiva. Sono ritornati , a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, grazie a reintroduzioni in aree protette e, nel caso del capriolo, anche per ricolonizzazione da regioni vicine. Ma questo processo è tutt’altro che concluso”. “Già se ne è ampiamente discusso il 5 marzo. In quella sede è emersa chiaramente l’opportunità – si legge in una nota – di approvare un regolamento che disciplini su scala regionale la caccia al cinghiale. Finora infatti la caccia a questa specie è stata caratterizzata da una grande confusione per cui in ogni ambito di caccia si è proceduto in modo autonomo e il risultato non è stato certo quello di organizzare razionalmente i prelievi venatori di cinghiali”.

“E’ invece necessario che non si proceda all’apertura della caccia al cervo e capriolo, anche se preceduta da censimenti delle due specie. – Prosegue lo scritto – “assurdo pensare di aprire la caccia a queste due specie visto che è ancora in pieno svolgimento il processo di ricolonizzazione di vaste aree, – sottolineando – che la massima concentrazione di cervi si trova nella Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo. Aprire la caccia al cervo e al capriolo in questa zona, di estrema importanza per l’orso marsicano, significherebbe aggiungere un ulteriore grave fattore di disturbo ai già molti presenti nella zona, tanto più che il periodo della caccia al cervo verrebbe in gran parte a sovrapporsi con quello cosiddetto della “iperfagia”, quello cioè in cui gli orsi devono nutrirsi abbondantemente per prepararsi ai mesi invernali”.

Ricordano “oltre ai cacciatori locali si aggiungerebbero anche quelli provenienti da altre zone. Questo fatto aumenterebbe sensibilmente, tra l’altro, le probabilità di uccisioni accidentali anche di esemplari di specie protette a cominciare dall’orso marsicano, il cui stato di conservazione è, ricordiamolo ancora una volta, assai preoccupante. Il regolamento quindi dovrebbe disciplinare su base regionale la caccia al cinghiale, in modo da consentirne un prelievo adeguato con modalità tali da non mettere a repentaglio, tra l’altro, altre specie, come l’orso e il lupo”.

“Aprire la caccia – concludono – a queste due specie significherebbe ostacolarne se non bloccarne il processo di espansione. Sono componenti fondamentali degli ecosistemi naturali e, soprattutto il cervo, costituiscono una notevole attrattiva per il turismo naturalistico, di grande importanza economica in Abruzzo ed in via di rapido sviluppo, anche se i nostri politici continuano imperterriti a non comprenderne l’importanza”.

12 marzo 2014

Fonte: IlGiornalediMontesilvano

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