CACCIA – ANUUMigratoristi: 53^ Assemblea Nazionale

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Caccia: Resumé della Relazione annuale del Presidente ANUUMigratoristi, dott. Marco Castellani.

•       Il tema dell’unità del mondo venatorio
L’ANUUMigratoristi è fortemente impegnata a favorire una vera unità del mondo venatorio italiano, necessaria per garantirci un futuro di certezze e opportunità ma, soprattutto, di considerazione e rispetto da parte delle Istituzioni e di tutta la società.
Anche oggi, in occasione della 53a Assemblea Nazionale, colgo ancora l’occasione per invitare, seppur indirettamente,  tutte le Associazioni venatorie a superare ogni ostacolo, o presunto tale, che possa ritardare ancora l’irrinunciabile obiettivo di dare al mondo venatorio italiano un nuovo ed efficiente assetto unitario. Non è utopia. Basterebbe volerlo davvero.

In alternativa ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità di fronte ai cacciatori italiani.
Ciò non toglie, naturalmente, che l’ANUUMigratoristi non potrà stare ferma ad aspettare e, quindi, continuerà a portare avanti le proprie battaglie affrontando tutti i problemi che incontrerà sul proprio cammino.
 
•       I rapporti con il CNCN
Nell’ultimo anno – tramite FACE Italia – abbiamo sviluppato proficui rapporti con il CNCN, realizzando diverse importanti e concrete iniziative.
Abbiamo contrastato, nel limite delle nostre possibilità, la crociata anticaccia del Ministro del Turismo Brambilla,  abbiamo scritto note di ferma protesta direttamente al Presidente Berlusconi, abbiamo finanziato la più ampia indagine sociologica condotta in Italia da un istituto indipendente (“Gli italiani e la caccia”, sviluppata da Astra Ricerche e diretta dal sociologo Enrico Finzi), abbiamo  dato vita ad una serie di impegnative, anche in termini finanziari, iniziative di comunicazione rivolte all’Opinione pubblica.
Questa è la nostra vera sfida: riuscire a portare a galla tutte le falsità e le strumentalizzazioni, di qualsiasi origine e natura, che sono state invece dette e diffuse al riguardo della caccia in Italia e della sua auspicabile evoluzione legislativa.
 
•       La comunicazione dell’ANUUMigratoristi
All’ANUUMigratoristi non mancano né le idee né gli uomini in grado di comunicare correttamente con l’Opinione pubblica a beneficio di tutto il mondo venatorio italiano.
Abbiamo lanciato una nuova serie di manifesti sulla Caccia, abbiamo diffuso sul web ed ai media oltre 100 comunicati sui più disparati argomenti (dai problemi prettamente venatori agli aspetti ambientali, scientifici, culturali, ecc.), perché i media devono sempre sapere che noi non viviamo sulla Luna e siamo cittadini attivi, vigili e determinati a far sentire la nostra voce. Non vogliamo lasciar spazi a interpretazioni di rassegnazione o di incapacità ad argomentare le nostre tesi.
 
•       I rapporti con il mondo agricolo
Attualmente l’ANUUMigratoristi cerca di percorrere una strada molto lineare e trasparente, se possibile unitariamente alle altre Associazioni aderenti a FACE Italia. Una strada che, innanzitutto, riconosca nel mondo agricolo il partner ideale e prioritario con cui tentare, nel rispetto delle sue legittime valutazioni e disponibilità, di sancire nuove alleanze organizzative sulla base di concrete, credibili e percorribili proposte di reciproca utilità. E’ una realtà che non possiamo percorrere senza l’adesione di Coldiretti, la più grande organizzazione del settore.
Solo così, con i fatti, si diventa parte attiva, propositiva e quindi valorizzatrice della cultura rurale e con essa della caccia. Vivendola attivamente e proponendola all’Opinione pubblica in positivo e non ponendosi sulla difensiva semplicemente limitandosi a chiederne il rispetto.
 
•       I problemi aperti, la nostra mobilitazione ed i rapporti con la politica
Il Comitato Esecutivo il 21 agosto 2010 ha formalmente deliberato l’avvio della nostra mobilitazione e siamo scesi in piazza il 9 settembre a Venezia ed il 14 settembre a Milano.
Le motivazioni c’erano tutte: la stagione venatoria ormai alle porte si preannunciava tra le più complesse fra tutte quelle vissute negli ultimi anni, non vi era traccia della promessa modifica della Legge n. 157/92, deroghe, catture richiami e calendari venatori erano a rischio per via delle assurde mediazioni politiche partorite per l’approvazione dell’art. 43 della Comunitaria e delle successive penalizzanti linee guida dell’ISPRA.
Anche se molti problemi restano ancora aperti, le manifestazioni di Milano e Venezia hanno segnato eventi di fondamentale importanza e sono state dimostrazioni di grande vitalità, determinazione e civiltà del mondo venatorio che ha lasciato una profonda e positiva impronta soprattutto all’esterno e questo è un bene perché farsi conoscere è necessario per essere apprezzati.
La politica deve assumersi la responsabilità delle sue scelte e dei suoi atteggiamenti nei nostri confronti. Il mondo venatorio, è vero, deve essere più unito, autorevole e credibile, ma è vero anche che la politica deve fare altrettanto, smettendo di trincerarsi dietro fin troppo comodi alibi basati sulle “debolezze” e le divisioni altrui.
Istituzioni e politica hanno e avranno sempre un ruolo centrale. Per questo l’ANUUMigratoristi vuole continuare a svolgere il suo ruolo propositivo in piena autonomia e dialogando apertamente con tutte le forze politiche del Paese. Anzi, nel rispetto delle idee politiche dei singoli, l’ANUUMigratoristi auspica che vi siano sempre più cittadini cacciatori che sappiano direttamente impegnarsi nelle Istituzioni, dal livello comunale a quello comunitario, perché è solo così che potremo cercare di migliorare le cose.
Non certo pensando a utopistici “partiti dei cacciatori” che, come hanno già dimostrato altre esperienze di questo tipo in Europa, portano solo ad aggravare il nostro isolamento e ben raramente a risolvere concretamente i problemi.
 
•       Il problema TAR
Abbiamo deciso di chiedere l’intervento risolutore di questa annosa questione agli Organi competenti, indirizzando una nota al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e al Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Avv. Michele Vietti, chiedendo che i ricorsi presentati avverso provvedimenti amministrativi riguardanti l’esercizio dell’attività venatoria debbano necessariamente essere affrontati e risolti, sempre con il coinvolgimento di tutte le parti in causa, senza alcuna sospensiva, ma in via definitiva prima che prendano avvio le attività regolamentate dalle disposizioni impugnate.
Inoltre abbiamo chiesto che le esenzioni dai costi relativi non vengano concesse ogni qual volta tali ricorsi vengano presentati da Associazioni “di parte” che hanno il solo fine di contrastare l’esercizio venatorio legalmente e legislativamente riconosciuto dallo Stato italiano e che interessa centinaia di migliaia di onesti cittadini cacciatori.
Sapevamo perfettamente che la Giustizia italiana è alle prese con ben altre questioni e quindi non ci facevamo troppe illusioni su rapide soluzioni del problema, ma come ho già detto prima “chi tace acconsente” ed è bene invece che la nostra voce, le nostre proposte e le nostre sacrosante argomentazioni giungano sempre a chi di dovere.
 
•       La modifica della Legge n. 157/92
Coerentemente con quanto da sempre sostenuto, ribadisco che la nostra posizione non è mutata: abbiamo condiviso con gran parte del mondo venatorio italiano una posizione ben precisa e continuiamo a difenderla perché, senza estremismi ingiustificabili, si limita ad evidenziare la necessità di alcune modifiche alla L. n. 157/92 per adeguarla alle reali esigenze dei cacciatori italiani nel pieno rispetto di tutte le direttive europee. E tutto senza stravolgere le linee guida della Carta europea della caccia sostenibile approvata dal Consiglio d’Europa nel 2008 e soprattutto dando corretta applicazione e recepimento, anche nel nostro Paese, alla Guida interpretativa della Direttiva Uccelli.
Basta, quindi, con le strumentalizzazioni, soprattutto da parte di chi fa la predica agli altri per poi esserne il primo campione: da sempre ci sono già tutte le condizioni affinché la politica si assuma le proprie responsabilità ed imprima l’accelerazione necessaria all’iter di modifica della L. n. 157/92.
 
•       Parchi e territorio
In molte aree del Paese l’attuale superficie occupata dalla aree naturali protette e delle aree dove comunque è  vietato l’esercizio venatorio, risulta superiore ai limiti di legge ed in parte non in possesso dei requisiti ambientali previsti.
Tutti i parchi naturali e le altre aree a divieto di caccia devono, allora, essere riperimetrati,  escludendo quelle che non possiedono i requisiti di legge e che portano al superamento della percentuale di territorio su cui è consentito vietare l’esercizio venatorio, facendole confluire nei territori degli ATC o CA di rispettiva competenza.
Se l’obiettivo comune è quello di assicurare il mantenimento, la tutela ed il miglioramento dell’ambiente naturale, è necessario superare tutti i preconcetti legati all’esercizio dell’attività venatoria che consente la realizzazione di interventi di miglioramento ambientale altrimenti non realizzabili.
Bisogna contrastare indiscriminate occupazioni del territorio agro-silvo-pastorale, recuperando e valorizzando strutture, infrastrutture e aree urbane già esistenti invece di crearne di nuove che poi spesso risultano inutili e sottoutilizzate.
E questa è la madre di tutte le battaglie che dobbiamo combattere in alleanza con il mondo agricolo.
 
•       Gli altri problemi legislativi sul tappeto
Nel corso di quest’anno abbiamo affrontato anche altri problemi legislativi di nostro interesse.
Nel mese di giugno 2010 abbiamo presentato, insieme a FACE Italia e di concerto con ANPAM, precise osservazioni allo schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva Comunitaria n. 51/2008 relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi.
Abbiamo valutato, ancor con più preoccupazione, la delirante proposta di legge n. 1558 “Modifiche alla normativa per la concessione del porto d’armi e la detenzione di armi comuni da sparo e per uso sportivo” presentata dalla senatrice Marilena Adamo (PD) che, per fortuna, sembra essere, almeno per il momento, bloccata nel suo iter di discussione parlamentare.
Abbiamo mandato, con una memoria scritta, nostre valutazioni alla XIII Commissione (Agricoltura) della Camera dei Deputati, in occasione dell’avviamento dell’esame della proposta di legge C. 2744 Cenni, in merito alle “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare”, poiché proteggere la biodiversità animale e vegetale, compresa quella agraria ed alimentare, è un obiettivo importante e fortemente condiviso anche dall’ANUUMigratoristi Italiani essendo strettamente legato alla salvaguardia del territorio.
Insomma, abbiamo cercato sempre di dire la nostra in difesa della natura, dell’ambiente e della nostra passione.
 
•       Gli eventi nazionali ed internazionali
Naturalmente abbiamo anche ulteriormente sviluppato i nostri rapporti internazionali con FACE, AACT, CIC, OMPO, Intergruppo al Parlamento europeo, grazie in particolare al ruolo trainante del nostro Presidente Onorario Avv. Bana e del Presidente del Comitato Esecutivo Massimo Marracci che approfondiranno questi argomenti.
Nello stesso tempo abbiamo portato avanti e realizzato numerose iniziative, vecchie e nuove, a livello nazionale e internazionale: il campionato di chioccolo, i nostri campionati di tiro e cinofili, le presenze ai principali eventi fieristici (Game Fair di Tarquinia, CAPETAV in Umbria, Hunting Show di Vicenza, prossimamente l’EXA di Brescia), le iniziative scientifiche (dal grande convegno sui turdidi a Bergamo, alla formazione sulla sanità della carne di selvaggina in collaborazione con CERMAS), il premio ANUU per l’ambiente.
 
ANUU MIGRATORISTI

 

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