Paolo Zandrini (Arci Caccia Umbria): “Siamo soddisfatti, lavoreremo per raggiungere gli obiettivi fissati dall’autorità scientifica”.
Prende il via il piano di controllo della Gazza e della Cornacchia grigia predisposto dal comitato dell’Atc Perugia 1 che raccogliendo le proposte dell’Associazioni Venatorie ha programmato per il primo fine settimana di maggio il corso di preparazione riservato agli operatori delle zone ripopolamento e cattura che in quelle strutture saranno chiamati a svolgere il compito di gestione delle popolazioni dei corvidi sia attraverso le catture e sia attraverso l’abbattimento . Successivamente, sempre però nel mese di maggio, il secondo corso, con relativo esame finale ed abilitazione, sarà aperto ad agricoltori e cacciatori che dovranno operare nei territori di caccia programmata. Il corso sarà tenuto dal prof. Roberto Mazzoni della Stella, una lunga e qualificata esperienza alle spalle nella “programmazione e gestione faunistica”.
Il Piano di controllo ha ricevuto il parere positivo dell’Ispra dopo che è stata visionata una puntuale relazione prodotta dal dott. Francesco Velatta dell’Amministrazione provinciale di Perugia e dopo che nel corso della primavera 2014 , coordinati dall’Atc ed in collaborazione con le associazioni venatorie, è stato possibile rilevare, con monitoraggi costanti, il numero e la diffusione per territorio di gazze e corvidi.
Il Piano avrà una valenza triennale e si svolgerà nei siti, coltivati o comprensori faunistico venatori, ove nel tempo si sono manifestati i danni. L’Ispra ha segnalato una serie di accorgimenti ritenuti necessari per prevenire le presenze eccessive dei corvidi e dei danni e ha indicato una serie di metodi di prevenzione/dissuasione incruenta, quali i palloni Helikyte e Predator che si sono dimostrati dotati di un buon rapporto costi/benefici. Qualora questi non risultassero in grado di attenuare sensibilmente gli impatti, si darà corso a piani di abbattimento diretto o tramite catture mediante gabbie/trappola. Il contingente annuo di capi prelevabili è stato fissato in 2300 gazze e 6300 cornacchie, di cui un massimo del 30% mediante arma da fuoco.
“Siamo soddisfatti dell’avvio dei corsi e del piano di gestione – commenta Paolo Zandrini della direzione regionale dell’Arci caccia – e abbiamo apprezzato la sinergia che, tenendo a riferimento i dati scientifici, si è sviluppata tra Atc, Associazioni venatorie, Provincia ed Ispra.” “Da tempo – prosegue Paolo Zandrini – segnalavamo questa esigenza tanto che tra le nostre finalità associative avevano riservato particolare attenzione al progetto corvidi che in più occasioni abbiamo presentato quale necessità inderogabile per mantenere sul territorio il giusto equilibrio faunistico”. “Ora si realizza quanto auspicato – conclude Paolo Zandrini – daremo il nostro contributo per raggiungere gli obiettivi fissati dall’autorità scientifica e lavoreremo perché anche negli altri Atc dell’Umbria vengano assunte decisioni analoghe”.
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