Caccia alla Beccaccia in Romania: Tecniche e Luoghi di Caccia

1

Caccia alla Beccaccia: Meravigliosa terra ricca di sorprese e di natura, la Romania negli ultimi anni è stata riscoperta dagli amanti della beccaccia e da chi vive di natura incontaminata e selvatica.

Che la Romania sia il paradiso dei cacciatori che amano la beccaccia, non è più un segreto per nessuno eppure ancora oggi si fa confusione sui tempi di caccia, ma soprattutto sui luoghi. Chi ad esempio parte per la Romania senza affidarsi ad un’associazione venatoria che lo guidi, non sempre riesce ad azzeccare i momenti della giornata giusta e i luoghi ideali per dar la caccia all’affascinante beccaccia. Risultato? Carnieri vuoti, demotivazione e noia.

Sarà bene sapere dunque che la beccaccia in primavera (meglio ancora se nel mese di marzo – aprile), si potrà cacciare in Romania alla croule, la sera. Quando parliamo di croule sostanzialmente ci riferiamo ad una caccia d’aspetto, che si tiene durante la fase degli amori. E’ comunque diversa dalla solita posta, che tutti conosciamo bene dato che in primavera gli esemplari maschi, anzi che correre verso il bosco, all’imbrunire si cimentano in un volo acrobatico davvero suggestivo, volando bassi e percorrendo sempre gli stessi tratti in prossimità della femmina in attesa.

Stiamo descrivendo sostanzialmente il volo nuziale della beccaccia, affascinante ed emozionante. E’ proprio in questo momento che può svolgersi la croule, la cui attesa dura in generale dai 15 ai 20 minuti. Il nome della tecnica è dato appunto dal verso roco emesso dai maschi in volo una sorta di “Crouh Crouh”.
Come è facile immaginare si tratta di una caccia fortemente discussa ma non per questo meno praticata in Romania dai cacciatori rumeni. La gente del luogo, che pratica questa caccia reputata bella e seducente, conferma (a ragione o a torto) che si tratta di una caccia sostenibile in quanto le specie abbattute sarebbero esclusivamente di sesso maschile.

La caccia in battuta, detta la goana è considerata invece una caccia antisportiva, dato che il numero delle femmine abbattute è particolarmente alto. Pur non essendo vietata per legge, è di rado praticata. La stagione ideale è sia l’autunno che la primavera, in pianura ma in prossimità di grandi foreste.
Partecipano a questa caccia un massimo di 5 cacciatori che si appostano negli spiazzi o nelle radure che attraversano la zona boscosa. Si deve trattare comunque di luoghi dai quali godere di una buona visuale. Appostati i cacciatori (i battitori), altri compagni avanzeranno verso i luoghi di posta, battendo con bastoni i cespugli e spingendo le beccacce verso i cacciatori in posta.

La caccia con il cane da ferma è invece una tecnica praticata da pochi appassionati cinofili rumeni, amanti della caccia classica, che si accompagnano a kurzhaar, drahthaar , pointer , setter e breton. I bracchi italiani e gli spinoni sono praticamente sconosciuti.
Non di rado il numero delle femmine catturate durante quest’antica tipologia di caccia è superiore rispetto a quello dei maschi che si dimostrano più leggeri al frullo e eccellenti pedinatori. Per questo la tecnica è stata oggetto di numerosi attacchi.

Analizzate le diverse tecniche di caccia, è bene ora scoprire dove i rumeni cacciano la beccaccia, e naturalmente non potremmo iniziare se non dalla montagna.

Per scovare i luoghi di caccia migliori è ovviamente necessario conoscere le abitudini migratorie di queste specie tanto affascinanti; è importante sapere, ad esempio, che le beccacce arrivano in Romania sul finire di settembre ed agli inizi di ottobre, direttamente dalle regioni del Nord e del Nord Est, attraversando valichi e gole del Maramures e della Moldova. Sostano in abetaie, o in alcuni casi nelle umide vallate della Transilvania o nei Carpazi Orientali e Centrali, insomma là dove le condizioni di vista sono le migliori, ad un’altezza che va dai 1500 metri in su.

I gruppi di beccacce, che si uniscono a quelli rari stanziali, nel mese di ottobre si ingrossano di nuove unità e si attardano specie se le temperature sono stabili e i venti di tramontana e di grecale sono leggeri. Si tratta pur comunque di una caccia difficoltosa e limitativa, ecco perché il prelievo venatorio da parte dei rumeni e dei cacciatori stranieri è davvero relativo in queste condizioni.

E’ pur vero che i viaggi venatori organizzati in queste zone, pur lasciando il carniere poco soddisfatto, riempiono animo e mente di meraviglia. Il cacciatore sarà letteralmente immerso nel silenzio più profondo, perso fra foreste di conifere e nebbia, alberi giganteschi e felci profumate, muschio, ruscelli, licheni, gorgoglio di acqua, guglie di monti innevati che regalano l’idea di essere nel cuore di un’insolita cattedrale, tutta votata alla natura.

Ciò non toglie che raggiungere questi luoghi, spesso lontani da qualsiasi forma di umanizzazione, sia davvero difficoltoso. E’ fondamentale essere accompagnati da una guida, dato che durante le giornate nebbiose perdersi è cosa abbastanza semplice, ed inoltre il rischio di incontrare orsi bruni è reale. E dobbiamo dirlo, si tratta di bestioni pesanti più di 350 kg davvero poco socievoli sia con gli uomini, sia con i cani. I più avventurosi potranno comunque prenotare un posto letto nelle tipiche baite locali, ben attrezzate e riscaldate, pensate per cacciatori e turisti.

Meno complessa è la caccia in collina. Le zone collinari sono abitate dai cacciatori rumeni e provenienti da ogni angolo del mondo quando l’alta pressione inizia a disgregarsi nell’habitat montano. A questo punto la beccaccia si mette in movimento per fuggire dal cattivo tempo, dalle piogge, dal vento e dai temporali, ma soprattutto dalle correnti provenienti dalla Russia e dalla Siberia. Gli spostamenti verso Sud sono ancora più repentini in caso di improvvise nevicate che porta le beccacce nelle fasce collinari dei Carpazi. E’ certamente questo il momento tanto atteso dai beccacciai di tutta la Romania che amano la caccia con il cane da ferma, molto similare a quella praticata nel bel paese nella zona appenninica.

Le beccacce dalla mattina alla sera si cimenteranno in affascinanti saliscendi da boschi di querce, rovere, carpini e faggi che non solo ospitano questi meravigliosi volatili, ma che nel loro sottobosco danno ospitalità a porcini della miglior qualità. Non di rado i cacciatori uniscono l’una attività di caccia all’altra di raccolta. A rendere la caccia collinare tanto affascinante e il limitato afflusso di cacciatori: di rado se ne potranno incontrare di sconosciuti e per questo la tranquillità del posto potrà essere goduta a pieno.

Chiudiamo questo tour virtuale in Romania parlando della caccia in pianura e nelle isole del Danubio. La permanenza collinare infatti non è troppo lunga e presto le beccacce si dirigono verso le zone pianeggianti dove si alimentano, riprendono fiato e si riposano prima di intraprendere un bel volo verso il mediterraneo centrale.
Le soste, come è ovvio immaginare, sono più o meno durature a seconda delle condizioni climatiche: le beccacce non fanno altro che rispondere al proprio istinto migratorio. In questa fase preferiscono sostare presso boschi umidi e nelle zone agricole meridionali e sud orientali, specie lungo il corso del Danubio e dei suoi affluenti.

E’ particolarmente amata anche la zona del delta del Danubio, la regione di Tulcea e Dobrogea, nonché le isole minori ospitante dal fiume. I cacciatori, ovviamente le potranno raggiungere esclusivamente in barca o con l’aiuto di zatteroni.

L’habitat è tanto confortevole che alcune isole sono state trasformate in vere e proprie riserve naturali protette, nelle quali la caccia è vietata. Citiamo ad esempio l’isola Piccola (l’insula Mica), un tempo un vero e proprio paradiso venatorio. Si tratta di luoghi che non di rado i cacciatori, amanti della natura, visitano orfani del proprio fucile, per ammirare i meravigliosi voli della beccaccia che ad oggi non può che essere incontestabilmente definita patrimonio dell’umanità.

 

Non è presente ancora nessuna valutazione.

Valuta questo articolo!

1 COMMENTO

  1. Cari signori il Vostro lodevole commento sulla caccia alla beccaccia(croule),non solo non mi entusiasma, ma lo ritengo anacronistico,in particolare in questo momento temporale dove le
    statistiche ci presentano una situazione numerica sempre in calo di detto scolapacide.

    Capisco che Voi lo fate per professione,ma credetemi : la beccaccia va perseguita solo con il cane
    e prelevando pochi capi,per far sì che ci rimanga sempre una possibilità d’incontrarla ancora nel
    tempo.

    Scusate questo mio commento,ma lo dovevo, in questo momento storico,dove la maggior parte pensa più al numero che al merito.
    Saluti. Mauro

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here