Caccia e Fauna: Sassari, ambizioso progetto di ripopolamento spontaneo

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Lepri e pernici

Pernice SardaUn progetto sostenuto dalla Provincia di Sassari si prefigge l’obbiettivo di dedicare terreno a determinate coltivazioni che possano favorire l’habitat naturale degli animali selvatici in modo da “costruire una nuova coscienza venatoria”.

L’ambizioso progetto denominato “Colture a perdere” è stato ideato dal GANS, Gruppo Amanti della Nobile Stazionale, di Ozieri (SS) è stato presentato nei giorni scorsi ricevendo il sostegno dell’amministrazione comunale e della Provincia di Sassari.

Secondo Michele Sanna del GANS si tratta di “Una scommessa per investire energie e risorse nel tentativo di migliorare gli habitat naturali della cosiddetta selvaggina nobile stanziale, come la lepre sarda o la pernice, all’interno di territori liberi alla pratica venatoria e non in aree riservate come accade di solito”.

Secondo il progetto dovrebbero essere individuati piccoli appezzamenti di terreno di scarso interesse agricolo distribuiti in modo più o meno uniforme su tutto il territorio comunale ed in particolar modo ove sia presente la selvaggina; questi terreni dovrebbero poi essere coltivati a partire dalla semina di particolari colture.

Spiega ancora Sanna, “Colture do orzo, grano e avena destinate esclusivamente alla selvaggina con lo scopo di migliorarne l’habitat e di favorirne il sostentamento e le possibilità di riproduzione. Il costo dell’intera operazione sarà contenuto grazie all’individuazione di aree concesse a titolo gratuito e al contributo dei volontari dell’associazione”.

Secondo il responsabile del GANS, “Le popolazioni di lepri e pernici sono arrivate ai minimi storici e si sente dire che le specie selvatiche attraversano periodi difficili dovuti all’aumento dei nemici naturali e alla continua trasformazione del territorio da parte dell’uomo; tanto che persino tra le “doppiette” c’è chi sostiene che sia il caso di sospenderne la caccia per qualche anno”.

Infine conclude Sanna, “Noi, invece, sosteniamo che sia il momento di vivere questo sport con uno spirito diverso e che il cacciatore non debba essere solo un predatore ma un soggetto che ha il dovere di adoperarsi per difendere e conservare questa antica e tradizionale passione”.

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