Caccia Europea: Svezia, esempio da imitare.

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Anuu: Il Nord e il Sud della caccia europea si incontrano in Svezia. Un esempio da imitare.

08.03.2011 – C’erano tutti i rappresentanti del Bacino del Mediterraneo nelle ospitali e amichevoli strutture di Öster Malma, 180 km a sud-ovest di Stoccolma, nella prestigiosa sede della Associazione dei Cacciatori Svedesi, centro operativo e organizzativo del mondo venatorio, che sa così imporsi all’opinione pubblica e a una società che, pur urbanizzata, ascolta con attenzione – e li comprende – i problemi della ruralità e della biodiversità.

Un centro studi e ricerche sulla fauna unito ad un’organizzazione con oltre cinquanta dipendenti stabili che operano dietro una scrivania o nelle strutture per l’allevamento della fauna selvatica e per la gestione del territorio, attrezzato con spazi per l’ospitalità dove, dopo intense giornate di lavoro, si può gustare intorno ad un tavolo il sapore dei piatti di selvaggina impeccabilmente preparata (cinghiale, capriolo, alce, cervo, orso).

Insomma, Öster Malma ci ha presentato tutto un ventaglio di realtà venatorie tipiche di territori molto lontani da quello in cui noi abitualmente viviamo e che presentano un cacciatore abituale praticante di un prelievo sostenibile, cioè in linea con la conservazione delle risorse naturali rinnovabili. Questo incontro ha fatto seguito a quello svoltosi in Italia nel luglio 2010, allorché furono i cacciatori nordici della Nordic Hunters’ Cooperation a visitare il nostro paese per prendere coscienza dei problemi e delle peculiarità della caccia nel Mediterraneo.

I risultati raggiunti dimostrano come la formula allora ideata da Torstein Moland (Presidente della NHC), fortemente voluta dal Vice-Presidente FACE, avv. Giovanni Bana e ora riproposta in Svezia da Torsten Mörner (Presidente dell’Associazione dei Cacciatori Svedesi – Swedish Hunters’ Association), sia stata ulteriormente perfezionata, grazie all’impegno delle strutture di FACE Med in Italia, che ha coagulato i Paesi europei del Mediterraneo, tutti presenti a Öster Malma con i rispettivi rappresentanti. Siamo certi che la comunicazione, per formare e informare, debba essere la voce più importante da sviluppare, sia all’interno delle organizzazioni dei cacciatori, sia e soprattutto nei confronti della società. Altro punto importante è quello relativo alla presunta illegalità di una forma di caccia rispetto ad altre: ogni forma di caccia radicata nei costumi e nelle tradizioni locali deve essere attentamente regolamentata affinché divenga durevole/sostenibile.

Le giornate di Öster Malma hanno dimostrato che le nostre non sono solo parole, ma vi sono fatti concreti, rappresentati dal nostro operare sul territorio. Se la caccia è conosciuta non viene rifiutata, anzi è accettata quale componente di interessi generali per la tutela della natura e per la corretta gestione della fauna e del territorio (Corte di Giustizia dei Diritti dell’Uomo CJDH n. 9300/07 – 20.01.2011). Gestire un territorio nel rispetto della biodiversità significa tutelare la fauna selvatica anche esercitandone un prelievo coordinato, programmato e controllato così più che legittimo, anche se il cittadino (o proprietario del territorio su cui si svolge l’esercizio venatorio) può essere contro “la caccia” per mere considerazioni di ordine morale.

La buona gestione del territorio e della fauna che lo popola rappresenta perciò un interesse generale che va oltre ogni interesse particolare. Una cultura, quella della caccia, tra le più radicate nella storia dell’uomo, oggi coniugata ai più ampi valori della gestione faunistica e ambientale che, tuttavia, continua a procurare un’importante risorsa qual è la carne della selvaggina, ben meritevole di attenzione per le sue qualità intrinseche e per il fatto di essere pressoché a “chilometri zero” quanto qualunque altra produzione tipica legata al territorio da cui proviene.

Inoltre la buona tavola, legata alla migliore preparazione della selvaggina, sempre supportata dai vini più indicati e da altri prodotti della terra, deve vedere il coinvolgimento dell’attività degli istituti alberghieri – come sta accadendo in Italia con la Caccia in Cucina – affinché i ragazzi comincino ad “assaggiare” la loro futura professione. Un ulteriore motivo di aggancio tra la caccia e le generazioni più giovani: non solo una passione, ma anche una fonte di lavoro, come ogni seria attività che si rispetti.

Ora ogni nostro sforzo dovrà essere svolto in base a queste considerazioni, sulle quali trovare ulteriori elementi di riflessione e di attenzione, perché la condivisione delle intelligenze normalmente porta alla soluzione delle difficoltà. Gli interessi sono molteplici, ma ormai una proficua collaborazione tra la Nordic Hunters’ Cooperation e FACE Med è attivata. Due mondi diversi che, giorno dopo giorno, sembrano avvicinarsi sempre più. E quando i popoli si conoscono, è più facile raggiungere i rispettivi obiettivi.

Fonte: Anuu

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