Caccia: Genova, la “cerca” per la caccia ai cervidi

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Parco delle Madonie

dainoPer questa Stagione Venatoria nella Provincia di Genova il nuovo regolamento per la gestione faunistico-venatoria dei cervidi introduce la “cerca” per la caccia a cervi, daini e caprioli.

Dopo mesi di lavoro di mediazione ed innumerevoli riunioni in un tavolo tecnico con la collaborazione dell’ISPRA e dei tecnici della Provincia, l’assessore provinciale alla caccia, Piero Fossati, è riuscito infine a mettere d’accordo cacciatori, agricoltori, ambientalisti e animalisti  sulla gestione degli ungulati nel territorio della provincia.

Il risultato del accordo tra le parti è stato il nuovo, condiviso, regolamento per la gestione faunistico-venatoria ai cervidi come cervi, daini e caprioli, che va a modificare il vecchio regolamento dell’anno scorso introducendo la caccia con le modalità della cosiddetta “cerca”, cioè la possibilità per i cacciatori di muoversi sul territorio alla ricerca degli animali da cacciare anziché attenderne il passaggio in appostamento fisso.

L’assessore Fossati commenta soddisfatto i risultati raggiunti, “Il nuovo regolamento per la gestione faunistico-venatoria dei cervidi è il prodotto di un metodo di concertazione che ha dimostrato di funzionare: il testo finale, arrivato dopo numerose riunioni fra tutti i soggetti interessati, nelle quali la Provincia ha svolto solo il ruolo di mediatore neutrale, si deve ai piccoli “passi indietro” fatti da tutti, segno di uno spirito costruttivo e della volontà di risolvere i problemi”.

Il nuovo regolamento è stato approvato dal Consiglio provinciale all’unanimità, con 31 voti favorevoli su 32 presenti con diffuso plauso all’efficacia del metodo della concertazione applicato da Fossati con successo soprattutto su un tema molto controverso che da sempre genera forti contrasti tra le parti sociali.

L’unico voto contrario è stato dato dal consigliere dei Verdi Angelo Spanò il quale ha motivato la propria scelta con la probabilità che il nuovo regolamento sia illegittimo in quanto il piano faunistico-venatorio quinquennale 2003-2008 sarebbe scaduto da tre anni non ne esiste uno nuovo; secondo l’assessore Fossati invece la legge regionale prevede che fino all’approvazione di un nuovo piano faunistico-venatorio, quello precedente rimane in vigore anche se ormai scaduto.

L’introduzione della “cerca” nel nuovo regolamento, vietata da quello precedente, è stata fortemente voluta dalle associazioni venatorie dell’Ambito Territoriale di Caccia 2 che  comprende infatti il territorio di Levante della Provincia; nell’ATC 2 però la caccia da appostamento fisso non è riuscita fino ad ora a fornire risultati soddisfacenti a causa della particolare conformazione del territorio in cui l’assenza di pascoli e spazi aperti riduce notevolmente la visuale dei cacciatori a differenza dell’ATC 1 del territorio di Ponente.

Con la tecnica di caccia della “cerca” i cacciatori possono muoversi alla ricerca di cervi, daini e caprioli in una zona più ampia anche se delimitata; ovviamente l’attività venatoria dovrà essere svolte osservando precise limitazioni tra cui indossare un giubbetto rosso, portare l’arma in condizioni di sicurezza e non tirare da distanze superiore ai 200 metri; l’inosservanza delle limitazioni stabilite sarà punita con pesanti sanzioni.

La Provincia ha sentito la necessità di autorizzare la caccia ai cervidi al fine di contenerne la forte espansione soprattutto dei daini che, a differenza di cervi a caprioli, non sono una specie indigena ma sono stati introdotti nell’Appennino in tempi relativamente recenti; l’eccessiva ed incontrollata proliferazione di questi ungulati, che si aggiungono ai numerosissimi cinghiali, risulta estremamente dannosa sia per l’ecosistema locale che l’agricoltura alla quale provoca ingenti danni.

 

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