Caccia in Cucina a Game Fair Italia: carni di cacciagione alternativa buona, sana e nutriente

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Game Fair 2014 - Enogastronomia e CacciagioneCaccia in Cucina a Game Fair Italia: le carni di cacciagione sono un’alternativa buona, sana e nutriente, questo il tema della serata di presentazione a Città del Gusto del Gambero Rosso.

Game Fair Italia per la prossima edizione punta sulla cacciagione, sviluppando una apposita campagna informativa, oltre che di cultura della vita all’aria aperta. Si tratta dell’unico esempio di “country festival” italiano, giunto alla sua 24ma edizione quella che si svolgerà dal 31 maggio al 2 giugno 2014 nella ormai tradizionale location di Tarquinia (VT), da due anni è gestito dall’omonima società compartecipata dal Comitato Nazionale Caccia e Natura (CNCN) e Fiera di Vicenza. Per presentare le novità dell’edizione 2014 e rinnovare l’incontro con il mondo dell’informazione e delle istituzioni, Game Fair Italia ha scelto quindi un focus e una collaborazione importanti, concentrando le attenzioni sulla cacciagione insieme al Gambero Rosso. Da questa volontà è nata la serata del 15 maggio scorso, introdotta dal presidente di Game Fair Italia, e di CNCN, Giovanni Ghini, insieme al presidente di Fiera di Vicenza, Matteo Marzotto. A fare gli onori di casa il presidente del Gambero Rosso, Paolo Cuccia, insieme a Marco Sabellico, che ha curato anche l’abbinamento dei vini con i prodotti delle aziende Agricole Gussalli Beretta. Presente anche Michele Carruba, ordinario di Farmacologia all’Università di Milano, che ha chiarito perché la carne di cacciagione ha indubbi vantaggi su quella di allevamento, non ultimo quella di essere più sicura.

Infatti Carruba ha spiegato, “Rispetto alla carne proveniente da animali di allevamento i vantaggi di quella di cacciagione sono evidenti e derivano in gran parte dall’alimentazione stessa degli animali, nel primo caso forzata e orientata all’accrescimento della massa edibile mentre la selvaggina si ciba solo di ciò che trova in natura. Inoltre la fauna selvatica si muove continuamente libera nell’ambiente, al contrario di quella da allevamento costretta in spazi ristretti e priva di attività fisica. Tutto questo rende la selvaggina una carne a ridotto contenuto di grassi. Inoltre quelli presenti sono per la maggior parte polinsaturi e quindi della tipologia meno dannosa”. Ad animare la serata inoltre uno show-cooking realizzato dallo chef Bruno Barbieri che ha poi firmato un menu completamente a base di cacciagione così come tanti altri grandi chef stanno realizzando piatti di cacciagione nei loro ristoranti pluristellati.

Si tratta di carni più magre, con alti valori in proteine e sali minerali, scarsa presenza di grassi, qualità organolettiche di pregio, con una provenienza sostenibile ed eticamente più accettabile degli allevamenti intensivi. La cacciagione come alternativa salutare per l’alimentazione sta diventando uno dei temi importanti del mondo venatorio e zootecnico italiano. Esempi come quello del Trentino Alto Adige, primo a studiare una filiera corretta e certificata e a metterla in pratica, sono alla base dei movimenti che stanno nascendo in altre regioni. In Toscana ad esempio si è formato un movimento che vuole arrivare a rendere la cacciagione una scelta consapevole e positiva nella ristorazione, unendo gli sforzi del mondo venatorio e di quello rurale per la conservazione di tradizioni e sapori.

17 maggio 2014

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