Mantova – Confagricoltura: Contestato il piano della Provincia approvato in dicembre. Nel mirino la scelta delle aree e la zona di protezione lungo il Po.
Illegittimo e, quindi, da rifare. E’ questo il giudizio tranciante di Confagricoltura sul piano faunistico venatorio approvato all’unanimità dalla Provincia in dicembre, e contro il quale ha presentato al Tar due ricorsi.
Con il primo l’organizzazione agricola di via Fancelli chiede l’annullamento della delibera del consiglio provinciale che ha dato il via libera definitivo al piano faunistico venatorio; con il secondo si punta all’annullamento della delibera del consiglio che approva le controdeduzioni della Provincia alle osservazioni presentate al piano di gestione della zona di protezione speciale di Viadana, Portiolo, San Benedetto Po e Ostiglia.
Un’offensiva in piena regola di Confagricoltura contro Palazzo di Bagno che, però, tiene a precisare il presidente Sergio Cattelan, «non è collegabile alle prossime elezioni, ma è solo un’azione di difesa sindacale della categoria».
Il piano, secondo Confagricoltura, è da annullare perché, innanzittutto, per la sua stesura non sono state adeguatamente consultate le categorie interessate, come gli agricoltori, i cacciatori e gli ambientalisti. Questo avrebbe indotto la Provincia a indicare i terreni su cui esercitare l’attività venatoria che gli agricoltori ritengono, invece, di pregio per le colture in atto.
Inoltre, e questo per l’organizzazione agricola è il motivo principale, per effettuare la valutazione ambientale strategica la Provincia ha nominato, per il contraddittorio, tre suoi funzionari.
Nel mirino di Confagricoltura vi è anche la mancata indicazione dei criteri seguiti per l’individuazione delle aree su cui esercitare la caccia. Da questo dipende anche la mancata indicazione dei criteri per stabilire gli eventuali danni provocati dalla selvaggina e dai cacciatori nelle zone di ripopolamento e cattura.
Altro punto di scontro è l’istituzione dell’osservatorio faunistico provinciale, un organismo molto importante per la gestione del piano. Confagricoltura contesta la nomina dell’esperto da parte della Provincia. Palazzo di Bagno aveva chiesto alle organizzazioni agricole di mettersi d’accordo e di indicare un nome. Confagricoltiura, Cia e Coldiretti, però, non sono riuscite a trovare un’intesa e hanno indicato, ciascuna, un proprio rappresentante.
La Provincia ha estratto a sorte il nominativo e il prescelto è stato l’esperto indicato da Coldiretti. Confagricoltura non ci sta. Nel secondo ricorso sono state contestate le controdeduzioni della Provincia alle osservazioni presentate da Confagricoltura sulla zona di protezione speciale Viadana-San Benedetto-Portiolo-Ostiglia, ancora all’esame della Regione. Quella Zps individuata lungo l’asta del fiume Po, secondo il ricorso, è diventata un vero e proprio parco naturale di 7.800 ettari: un’area vincolata troppo ampia, mentre quella meritevole di tutela sarebbe di appena un terzo.
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