Caccia & Ornitologia: Dimmi che becco hai e ti dirò chi sei..

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Caccia e Cacciatori: Il segreto per diventare un buon cacciatore sta tutto nelle proprie capacità di osservazione: saper osservare è importante per poter trovare la giusta posizione, per scoprire le abitudini del selvatico al quale si da la caccia, per intuire l’arrivo della pioggia o di una bella giornata di sole.

Un esercizio niente male per allenare il proprio spirito di osservazione è quello di prestare interesse al becco dei volatili. Spesso e volentieri sottovalutato, il becco da una marea di informazioni, che potranno tornare utili, sulle abitudini alimentari e non solo del volatile. Tutta questione di alimentazione. La conformazione del becco è determinata soprattutto dalle abitudini alimentari del volatile che nel corso dei secoli hanno imposto la formazione di un certo becco piuttosto che di un altro. Ci avevi mai pensato? Non è un caso che uccelli anche molto diversi fra loro, che si cibano di uno stesso alimento, abbiano becchi sostanzialmente similari. Scientificamente il fenomeno è detto di convergenza adattiva: per dirla facile, una medesima necessità impone una forma di sviluppo identico.

Becco sì ma senza denti. Un dettaglio da non sottovalutare è infatti la mancanza, negli uccelli, dei denti. Il becco dunque deve dare la possibilità all’uccello non solo di acchiappare il cibo, ma pure di sminuzzarlo a dovere per ingerirlo. Non è un caso che i volatili siano dotati del proventriglio, uno stomaco ghiandolare la cui funzione è quella di dare avvio alla digestione del cibo grazie al rilascio di alcuni enzimi. A sopperire la mancanza di denti però ci pensa lo stomaco muscolare, il ventriglio.

I mangiatori di semi. Comunemente li si riconosce in quanto dotati di un becco piccolo e robusto che deve essere in grado di spaccare la buccia dura dei semi per il consumo del frutto. Non è casuale che questi volatili siano dotati di un becco forte e pure di una robusta muscolatura che lo muova, avvolta tutta intorno al cranio. Basti pensare che questi animali minuti sono in grado di generare una orza superiore ai 35 chilogrammi solo facendo pressione sul becco. Sorprendente se si pensa che alcuni di questi piccoli pennuti pesano meno di un chilo. E’ importante inoltre ricordare che il consumo dei semi da parte degli uccelli è fatto piuttosto comune: tutto merito del grande potere energetico che sono in grado di regalare e del loro ridotto peso che non interferisce con il successivo volo dell’uccello.

I mangiatori di pesci. Piuttosto comuni sono anche i mangiatori di pesci: in questo caso il becco sarà dotato di lamelle rostrali o di uncini lungo tutto il perimetro del becco: in questo modo il loro alimento principale, il pesce, comunemente scivoloso e viscido, non potrà scappare. Il pellicano è uno degli ittiofagi più noti: pesca grazie all’utilizzo del becco, grandi quantità di pesce nelle acque basse, riempendo la grande tasca di cibo e di acqua. Quest’ultima verrà poi gettata via sollevando la testa.

I mangiatori di vermi. Li si riconosce piuttosto facilmente in quanto sono dotati di becchi piuttosto lunghi con i quali gli è possibile frugare il terreno, spesso fangoso. Beccaccia, beccaccino e frullino sono ad esempio uccelli che con l’uso del proprio becco sondano il terreno, alla ricerca di un lauto pasto.
I mangiatori di foglie e radici. Gli uccelli acquatici di norma si nutrono di piante acquatiche o di insetti. Il loro becco è dunque largo e piatto: questo consente che radici, rizomi, foglie, germogli e ramoscelli possano essere strappati e consumati con facilità,. Attraverso il becco il cibo verrà inoltre separato dall’acqua con una certa facilità. Esempio lampante di acquatici dotati di grande becco sono le anatre, i cigni e le oche.

I mangiatori di insetti. Sono insettivori almeno il 60% degli uccelli che la natura ha voluto dotati di un becco piuttosto fino e sottile: in questo modo sarà loro possibile sondare le siepi e fra le fronde degli arbusti. Quelli che invece catturano le proprie prede in volo normalmente sono in grado di spalancare notevolmente il becco, per una più agevole caccia.

Insomma, osservando il becco il cacciatore avrà la possibilità di saperne qualcosa di più sulla propria preda, e un cacciatore informato e attento è un cacciatore che ha sempre qualcosa da insegnare.

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