Caccia: Taranto, “Parco delle Gravine, liberare aree per l’attività venatoria”

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Parco delle Gravine - PugliaCaccia: Taranto, in un incontro tra esponenti della Regione Puglia e della Provincia con ANLC, i cacciatori chiedono che vengano liberate aree per l’attività venatoria nel Parco delle Gravine.

Si è svolto nella mattinata di ieri a Taranto un incontro organizzato dal’Associazione Nazionale Libera Caccia provinciale per presentare i dati scientifici sulla Beccaccia ma soprattutto per proporre la riperimetrazione del Parco delle Gravine; all’incontro hanno presenziato ovviamente i rappresentati della Associazioni Venatorie, i due assessori competenti per il settore a livello provinciale, Antonio Scalera, ed a livello regionale Fabrizio Nardoni, nonché altri esponenti delle amministrazioni locali, provinciali e regionali.

Nel corso dell’incontro proprio il presidente della Commissione Regionale Ambiente, Donato Pentassuglia (Pd), proponendo la riperimetrazione del Parco al fine di estrarne nuove aree per l’attività venatoria, ha espressamente richiesto, “I confini del Parco delle Gravine non sono certi, la Provincia deve liberare le aree da destinare ad altre attività che non fanno parte per fare chiarezza fino in fondo e per far rientrare nell’ambito dei parametri di legge anche l’attività venatoria (inibita al 66%, anziché essere ricompresa tra il 20 e il 50% come previsto dalla 157). Un problema quest’ultimo che non dev’essere un posizionamento di parte dei cacciatori, disposti a essere sentinelle del territorio come ambientalisti e agricoltori in una logica di concertazione per arrivare prima alle soluzioni”.

Sulla questione Michele Lisi di Anlc ha affermato, “Si tratta di cogliere una proposta che viene dal basso e da quanti conoscono le peculiarità dell’area Parco e in un anno e mezzo di tempo, con tre rappresentanti dell’area jonica alla Regione e alla Provincia come Pentassuglia, Nardoni e Scalera, si può finalmente restituire centralità alle proposte del territorio della Murgia tarantina in collaborazione con i sindaci e con tutti i protagonisti della tutela ambientale, per un “programma sostenibile condiviso””.

Tra le proposte in discussione, inoltre, quelle sostenute dal presidente provinciale Anlc, Michele Bufano, e del vicepresidente Associazione Beccacciai, Giuseppe Raho, sull’ampliamento del Calendario Venatorio regionale. I cacciatori hanno apportato a sostegno delle richieste avanzate una serie di motivazioni su basi scientifiche riguardanti la vita e le esigenze ambientali dell’avifauna selvatica, soprattutto delle specie migratorie, in modo da sensibilizzare la Regione a modificare le norme più ferree.

Inoltre i cacciatori chiedono modifiche al Calendario riguardanti le specie cosiddette nocive come le gazze che potrebbero essere cacciate fino al 10 febbraio come i colombacci; e così anche per i cinghiali che oltre ad essere nocivi per la fauna e l’habitat in cui insiste causano sempre maggiori danni all’agricoltura.  Nel corso dell’incontro si parlato di promuovere l’economia che ruota intorno all’Attività Venatoria come auspicato dall’esponente di Assoarmieri, Vitantonio Mancini, anche a beneficio dell’agricoltura potenziando la caccia alle specie più dannose come spiegato al presidente provinciale di Confagricoltura, Giovinazzi.

16 aprile 2013

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