Caccia: Toscana, il “pasticcio” dei capanni da caccia

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Capanni di caccia

Capanno da Caccia - Appostamento fisso venatorioCaccia: Toscana, il “pasticcio” dei capanni da caccia, timori di abbattimento e la normativa regionale che fa chiarezza.

Nei giorni scorsi si sono diffuse notizie contrastanti riguardo i capanni da caccia con il presunto assoggettamento di questi alla normativa regionale che regola le concessioni edilizie e conseguente abbattimento nel caso di riscontrati abusi. Il tutto nasce dalle dichiarazioni di Franco Mungai, sindaco di Massarosa in provincia di Lucca, il quale ha posto l’attenzione su oltre 500 i capanni da caccia presenti sul territorio comunale che a suo dire rischiano di essere abbattuti perché  potrebbero essere abusivi. “L’attuale legge regionale – ha spiegato il sindaco – prevede che  la realizzazione dei capanni da caccia sia assoggettata alle stesse norme che regolano le concessioni edilizie, prevedendo quindi, in alcuni casi, addirittura l’acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica. Un pasticcio  legislativo di difficile e cavillosa interpretazione che vogliamo risolvere per salvaguardare secoli di tradizione rurale e venatoria”.

Proseguendo ha quindi spiegato Mugai, “Per questo motivo abbiamo invitato tutte le Associazioni Venatorie del territorio a prendere contatti con i nostri uffici dove esamineremo la questione  cercando di trovare soluzioni percorribili, avviando nel contempo un confronto in Regione per trovare una sintesi ai nostri dubbi e poter  dare risposte certe  ai cacciatori”.

Sulla questione è poi intervenuto il consigliere regionale Marco Spinelli, che ha tirato in ballo la Legge Regionale sulla caccia per fare chiarezza e ritenere infondate le notizie diffuse riguardo gli appostamenti fissi da caccia. Spinelli ha infatti dichiarato, “Quelle riportate da alcuni quotidiani e blog sono dichiarazioni allarmanti e infondate sulla legge regionale che disciplina gli appostamenti fissi di caccia (65/2013 che ha modificato il testo precedente). In poche parole, da quello che ho letto sembra che la Regione si sia accanita contro la caccia di appostamento”.

Proseguendo il consigliere ha affermato, “Il sindaco di Massarosa, Franco Mungai, tra le altre cose, ha detto che si tratta di un ‘pasticcio legislativo di difficile e cavillosa interpretazione, e che l’attuale legge prevede che la realizzazione di capanni da caccia sia assoggettata alle stesse norme per le concessioni edilizie’. Ecco, vorrei spiegare che non è così”.

Spinelli ha quindi spiegato che “A seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime le norme del Veneto, è proprio grazie alla nostra legge che tutti gli appostamenti fissi del nostro territorio non sono finiti per essere soggetti ai permessi previsti per costruire qualsiasi altra struttura edilizia. Infatti, la Toscana, con la legge 65/2013 ha risposto alle problematiche definendo le caratteristiche che gli appostamenti devono rispettare (art.6 bis – ovvero, ancorati al suolo senza opere di fondazione, immediatamente e facilmente rimovibili alla scadenza dell’autorizzazione, realizzati con materiale leggero o tipico della zona, privi di condizioni che ne consentono l’uso abitativo, che non causino modifiche permanenti ai luoghi…)”.

Nessun pasticcio, quindi, e nessuna cavillosità normativa. – ha confermato Spinelli – In realtà, abbiamo fatto chiarezza; la nostra è una legge che mette ordine alle regole e salvaguarda la maggioranza degli appostamenti esistenti. La normativa ovviamente interviene su quanto è di competenza della Regione, altri aspetti rimangono, invece, di competenza della Stato”.

Infine Spinelli ha concluso sottolineando, “come il Consiglio dei Ministri dopo aver impugnato la legge del Veneto ha ritenuto di non dover fare la stessa cosa con la normativa toscana; evidentemente giudicandola costituzionale e congrua”.

( 22 febbraio 2014 )

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