Caccia: Varese, Piano Faunistico Venatorio, l’ass. Specchiarelli replica a Federcaccia

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Bruno SpecchiarelliCaccia: Varese, l’assessore provinciale Bruno Specchiarelli replica alle critiche di Federcaccia in merito al nuovo Piano Faunistico Venatorio.

Nei giorni scorsi il Consiglio Provinciale di Varese ha bocciato il nuovo Piano Faunistico Venatorio fortemente criticato dalle Associazioni Venatorie tra cui la Federcaccia; ora l’assessore provinciale Bruno Specchiarelli replica alle critiche mosse da Federcaccia: “Le osservazioni mosse da Federcaccia nei confronti della Provincia di Varese partono da presupposti errati e in particolare non individuano i giusti soggetti competenti”.

Di seguito il testo della lettera dell’assessore Specchiarelli:

“In merito a quanto dichiarato alla stampa relativamente all’approvazione del Piano Faunistico Venatorio da parte del signor Luigi Roi, presidente varesino di Federcaccia, mi preme sottolineare alcune questioni. Nella sostanza le osservazioni mosse da Roi nei confronti della Provincia di Varese partono da presupposti errati e in particolare non individuano i giusti soggetti competenti.

Mi spiego meglio.

La forte urbanizzazione del territorio provinciale e la presenza di una viabilità così estesa nella zona sud del Varesotto non è dipesa e non dipende dalla Provincia di Varese. La questione dei Parchi, sollevata da Roi è ancor più errata perché i soggetti competenti in materia sono la Direzione Sistemi Verdi e Paesaggio della Regione Lombardia e i diversi Consorzi di Gestione dei Parchi che, a suo tempo, nella definizione dei confini interni hanno stabilito il territorio da destinare a Parco Naturale (nel quale è vietata l’attività venatoria) e quello da destinare a Parco Regionale nella quale l’attività venatoria è normata e gestita dalla Provincia.

Ora, spiace constatare come Roi si accanisca su questo punto imputando alla Provincia di Varese la non volontà di volere una riduzione dei Parchi Naturali nell’ambito del Piano Faunistico Venatorio, che peraltro, lo ribadiamo non è strumento idoneo né può decidere circa i confini dei Parchi Naturali, dimenticando per esempio, che per quanto riguarda il Parco del Campo dei Fiori, quando fu il momento di decidere i confini tra Parco Naturale e Regionale, Roi stesso non espresse alcun parere contrario pur essendo all’interno degli organi del Consorzio del Parco Campo dei Fiori.

La Provincia ha cercato con questo Piano Faunistico Venatorio di tenere in considerazione le esigenze dei cacciatori, tanto che ha limitato all’indispensabile le zone di tutela dipendenti da lei stessa, concordate con i Comitati di Gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), e predisponendo l’unione degli ATC 2 e 3 in un unico ATC di pianura per garantire ai cacciatori ivi residenti una maggior possibilità di movimento e quindi di territorio cacciabile.

Spiace ancora una volta vedere come la posizione del Sig. Roi si attesti su sterili polemiche anziché cercare una collaborazione su basi serie sia politiche che tecniche con la quale si potrebbe costruire una migliore attività venatoria per i cacciatori della provincia di Varese”.

Bruno Specchiarelli

Assessore provinciale Agricoltura, Gestione Faunistica

( 22 dicembre 2012 )

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