Cacciatori acquatici, piccole speranze per l’aviaria e i richiami vivi

L'ACMA ha aggiornato la situazione sulla diffusione del virus e i divieti imposti al mondo venatorio: certezze vere e proprie non ce ne sono ancora.

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Grandi carnivori e uccelli acquatici

Richiami viviL’ACMA (Associazione Cacciatori Migratori Acquatici) ha aggiornato la situazione relativa all’influenza aviaria e all’utilizzo dei richiami vivi. Due settimane fa il Ministero della Salute ha ospitato un convegno internazionale proprio su questa patologia e hanno partecipato esperti di diverse nazionalità. Il mondo venatorio era invece rappresentato da Michele Sorrenti, responsabile scientifico dell’Ufficio Avifauna Migratoria della Federcaccia, e da Stefano Simeoni, consigliere nazionale della stessa ACMA.

L’obiettivo dell’evento era quello di approfondire le varie conoscenze, tenuto conto della presenza dei rappresentanti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Si è parlato degli aspetti sanitari, epidemiologici ed economici dell’aviaria. Il concetto più volte ribadito ha riguardato la responsabilità degli allevamenti rurali per quel che riguarda il passaggio del virus.

I richiami vivi dei cacciatori, al contrario, non sono mai stati citati e le risposte sul loro coinvolgimento nella diffusione dell’influenza non sono state nè convinte nè categoriche. Non è ancora giunto il tempo per fare annunci positivi (è il Ministero della Salute a decidere quali e quante modifiche apportare ai divieti), ma non mancano i segnali di speranza. L’ACMA ha assicurato il continuo e tempestivo aggiornamento della situazione.

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