Cacciatori e ambientalisti si incontrano alla mostra sulla “Biodiversità e gestione faunistica nelle Marche”

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Mostra Biodiversità - TassidermiaCacciatori e ambientalisti si incontrano alla mostra sulla “Biodiversità e gestione faunistica nelle Marche” organizzata a San Severino Marche in provincia di Macerata.

“Per la prima volta cacciatori e ambientalisti si ritrovano insieme per un taglio del nastro che non è solo un gesto simbolico ma che rappresenta un qualcosa di veramente importante offrendo più di un messaggio positivo”. Con queste parole il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, ha inaugurato la mostra “Biodiversità e gestione faunistica nelle Marche” organizzata dall’Ambito Territoriale di Caccia Atc Mc1 e dal Museo civico di storia naturale di Jesolo con il contributo della Riserva naturale regionale del monte San Vicino e del monte Canfaito e del Cea e il patrocinio del Comune di San Severino Marche, della Comunità Montana Ambito 4, della Regione e della Provincia. La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio 2015 presso il chiostro di San Domenico e sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19, il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 19. Per visite guidate e per i tour dedicati alle scuole è necessaria la prenotazione al Centro di Educazione Ambientale tel. 3333720483 oppure tramite email all’indirizzo m.storianaturale@libero.it. Per ulteriori informazioni si può contattare anche l’Atc MC1 al numero di telefono 0733633431 oppure via mail all’indirizzo atcmc1@libero.it. Al taglio del nastro hanno preso parte numerose autorità insieme a tantissimi cittadini. A rappresentare il Comune di San Severino Marche sono intervenuti il sindaco, Cesare Martini, e gli assessori Simona Gregori e Giampaolo Muzio, per l’Ambito Territoriale di Caccia c’erano il presidente, Franco Lardelli, il vice presidente, Giovanni Filoni, e tutti i membri del direttivo, che hanno preso parte alla manifestazione insieme al direttore del Museo civico di storia naturale di Jesolo, Roberto Basso.

Presenti poi l’assessore alla Caccia della Regione Marche, Paola Giorgi, il parlamentare David Favia, l’assessore Giovanni Torresi per la Provincia di Macerata, i sindaci di Treia, Franco Capponi, di Montefano, Carlo Carnevali, i consiglieri comunali Gilberto Chiodi e Alessandra Aronne, il comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Giuseppe Bordoni, i comandanti delle stazioni di San Severino Marche, Maurizio Simoncini, e di Cingoli, Claudio Forconi. E proprio il Corpo Forestale dello Stato ha allestito uno stand all’interno della mostra dove è presente anche un bellissimo esemplare di aquila reale e dove vengono presentate le numerose attività svolte quotidianamente dagli uomini del “1515”. La mostra “Biodiversità e gestione faunistica nelle Marche” è un percorso educativo ed interattivo concepito, in particolar modo, per le scolaresche. Esso si sviluppa su di uno spazio di 2mila metri quadrati ed è composto da diversi diorami di ampie dimensioni sui mammiferi e preparazioni tassidermiche di ungulati e carnivori, ma anche da diorami sull’avifauna tipica degli ecosistemi acquatici, con particolare riferimento agli anatidi e agli ardeidi.

Poi ci sono microdiorami relativi a diversi ambienti: gariga con trampolieri e alaudidi, canneto ripariale con rallidi, ambiente collinare con i galliformi, ambiente pre montano con i turdidi e i fringillidi, ambiente ad agricoltura intensiva o marginale con i corvidi e, infine, bosco e ambienti umidi con gli scolopacidi. All’interno della mostra sono anche presenti un’esposizione di rapaci diurni e notturni insieme a una mostra fotografica naturalistica, con il contributo di cinque tra i maggiori fotografi italiani viventi, e una mostra sulla fauna alloctona indesiderata. Il percorso didattico è introdotto da una gigantografia murale di Charles Darwin, sull’origine della specie, e presente, da ultimo, anche un’esposizione di opere originali di Roberto Lemmi insieme a poster e bandi d’epoca sull’evoluzione dell’attività venatoria e della fauna nelle Marche dal 1600 ad oggi, con particolare riferimento ai danni alle colture e al legame del cacciatore col territorio.

( 8 ottobre 2014 )

Fonte: CorrierreAdriatico

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