Confederazione Cacciatori Toscani sulla nuova legge finanziaria regionale e la normativa sulla caccia, “luci e troppe ombre”.
Finanziaria e legge sulla caccia: luci e troppe ombre nei provvedimenti approvati dal consiglio della Regione Toscana. Le proposte di legge per il riordino della governance in materia faunistica e venatoria che erano approdate in aula del Consiglio della Regione Toscana , per l’esame ed il voto nelle sedute del 22 e 23 dicembre, costituivano un pacchetto di notevole portata innovativa per migliorare l’attività di gestione della fauna e del territorio, razionalizzando l’organizzazione ed ottimizzando l’uso delle risorse.
Riduzione della tassa di concessione regionale e contemporaneo aumento delle quote di iscrizione agli ATC, per garantire certezza e quantità delle risorse ed immediatezza e certezza del ritorno sul territorio dei soldi versati dai cacciatori, come dispone la legge per assicurare la gestione, i miglioramenti ambientali, la prevenzione ed il risarcimento dei danni, gli interventi di tutela e ripristino della biodiversità; riduzione del numero degli ATC dagli attuali 19 a 9 (uno per Provincia ed uno fra Firenze e Prato), mantenendo l’attuale suddivisione come sottoambiti ai fini dell’accesso dei cacciatori, per diminuire e razionalizzare i costi e perseguire maggiore omogeneità ed efficacia; istituzione dell’assemblea dei delegati dell’ATC e potenziamento delle funzioni del collegio sindacale, di cui il Presidente nominato dal Consiglio Regionale, per estendere la partecipazione ed assicurare la massima trasparenza; qualificazione delle competenze dell’Osservatorio regionale, per fornire alla programmazione ed alla gestione tutti gli elementi di conoscenza tecnico scientifica utili; potenziamento del ruolo della Consulta, per accrescere il contributo alle scelte delle componenti sociali: questi, assieme alla eliminazione del divieto di esercizio della caccia di selezione agli ungulati su terreno innevato in adeguamento alla nuova norma nazionale, alcuni dei principali elementi di novità – contenuti in parte nella finanziaria 2015 ed in parte nello specifico provvedimento di modifica della L.R. 3/94 – frutto del lavoro dell’Assessore Salvadori e della Giunta , maturati ed affinati nel confronto ai tavoli regionali di consultazione con il contributo dei soggetti sociali più rappresentativi, arricchiti nei passaggi nelle Commissioni delle scorse settimane.
Un disegno di riforma logico e compiuto, che mentre affidava responsabilità e risorse dirette ai nuovi Comitati degli Ambiti Territoriali di Caccia – ATC individuati come strutture associative senza scopi di lucro – costruiva adeguati meccanismi di garanzia e controllo, dai ricordati organi Assemblea e Collegio dei Revisori all’obbligo di trasmettere una volta l’anno alla competente struttura regionale tutta la documentazione atta a consentire la verifica dell’attività. Qui finiscono le luci che avevano illuminato le premesse e avanzano le ombre che purtroppo oscurano la conclusione.
Emendamenti presentati in ultimo , ed alla fine approvati dal Consiglio Regionale, introducono disposizioni in stridente contrasto con lo spirito e la sostanza della originaria proposta di legge, che valorizzava e responsabilizzava la funzione degli organi gestori degli ATC e delle rappresentanze sociali che li compongono – cacciatori, agricoltori, ambientalisti – mentre il testo votato è evidentemente dettato da una sfiducia pregiudiziale nei confronti delle medesime: non possono avere altra spiegazione l’invenzione di una ennesima “Commissione regionale di controllo sull’attività degli Atc”, l’ossessiva specificazione delle procedure da seguire per gare ed acquisizione di forniture e servizi, addirittura la pretesa che gli Atc si avvalgano per lo svolgimento delle proprie attività del personale delle Province, senza riguardo al tipo di professionalità e competenze che agli ATC servono né alle legittime attese di dipendenti pubblici che, forse, non pensavano di doversi ritrovare dipendenti di una “associazione senza scopi di lucro”.
Al di là di ogni valutazione giuridica sulla coerenza fra queste disposizioni e le precisazioni che nello stesso testo insistono sulla natura giuridica degli ATC (Associazioni? Dunque soggetti privati? Obbligati ad avvalersi di personale dipendente pubblico? Rigidamente soggetti alla disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici? Anche per importi sotto soglia? Con l’obbligo di suddividere gli appalti per lotti funzionali?) che lasciamo agli esperti di diritto – fra essi i servizi giuridici del Consiglio e della Giunta, di solito lodevolmente attenti ad aspetti che, come questi, ai più appaiono di dettaglio – il messaggio politico sembra chiaro: il legislatore regionale diffida dei soggetti (gli ATC e dunque chi ne compone gli organi) cui pur tuttavia affida “compiti di rilevanza pubblicistica”, e ne dispone pertanto una sorveglianza speciale e preventiva.
Un messaggio di notevole gravità, che rischia di compromettere sul nascere impegno e volontà di collaborazione e di scoraggiare l’assunzione di responsabilità, oltre che costituire un concreto ostacolo alla tempestiva operatività degli organi di gestione. A così poca distanza dal termine della legislatura ed in presenza delle scadenze ravvicinate disposte dalle norme appena approvate, questo insieme di questioni non può restare senza chiarimenti e risposte: da parte del Consiglio e da parte della Giunta, ai cui atti è demandata l’attuazione di gran parte delle previsioni di legge.
Amo la caccia alla beccaccia, i cani da caccia e la Natura. Mi interessa molto l'attualità venatoria.
Redattore presso Caccia Passione mi occupo di sviluppo delle aree Social e Media News.
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