CCT: l’eolico Monte Giogo di Villore è un pericolo per la fauna”

L’appennino tosco-romagnolo rappresenta, per molta fauna selvatica una delle principali rotte migratorie fra Europa e Africa.

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Eolico

CCTL’appennino tosco-romagnolo rappresenta, per molta fauna selvatica una delle principali rotte migratorie fra Europa e Africa: se l’Italia è il ponte naturale, l’appennino è una delle porte che apre questo ponte. Le rotte seguite dai migratori sono il prodotto di migliaia di anni di selezione naturale e proprio la migrazione è uno dei bioindicatori della salute ambientale del pianeta. Già Marco Terenzio Varrone, nel “De Re Rustica” indica che “i tordi ed altri uccelli volano attraverso il mare in Italia nel periodo dell’equinozio in autunno e riprendono il volo verso lo stesso luogo di provenienza dell’equinozio di primavera”.

Che l’Italia dunque e l’appennino, siano importanti da un punto di vista migratorio è acclarato da studi vecchi e nuovi, non ultimo l’Atlante della migrazione degli uccelli in Italia. Negli ultimi mesi del 2019 e nei primi del 2020 è stato presentato, sul territorio fiorentino, un progetto che prevede la realizzazione e la messa in esercizio di un impianto eolico denominato “Monte Giogo di Villore”, sull’appennino tosco romagnolo, nei comuni di Vicchio e Dicomano e il procedimento è stato avviato il 23 marzo 2020, in piena emergenza sanitaria. Le opere accessorie interessano anche altri comuni mugellani e il Comune di San Benedetto (FC). Il progetto prevede la realizzazione di 8 aerogeneratori di altezza massima di 99 metri, nonché opere accessorie necessarie all’allaccio alla rete elettrica nazionale.

Da subito, sollecitata dalle proprie rappresentanze territoriali, Federcaccia Firenze, insieme alle altre associazioni costituenti la Confederazione Cacciatori Toscani di Firenze, hanno recepito il grido di allarme e il potenziale pericolo per molte specie migratorie che utilizzano la rotta appenninica e con i propri esperti sono già al lavoro per analizzare gli impatti ambientali dell’opera, coinvolgendo esperti ornitologi e agronomi italiani e poter presentare nei tempi richiesti le osservazioni necessarie. “La difesa delle rotte migratorie, dell’ambiente e della biodiversità di flora e fauna è un interesse primario della nostra Associazione – afferma il Presidente di Federcaccia Firenze Simone Tofani – per tale motivo faremo di tutto per proteggere il nostro territorio a difesa di tutti i cittadini e di tutti i cacciatori indipendentemente a quale Associazione appartengano”.

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