CIA Padova: “Subito cronoprogramma per contenimento nutrie e cinghiali”

Le Istituzioni sono chiamate a suddividere i compiti in maniera precisa e puntuale, in modo che non vi siano delle sovrapposizioni.

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Padova

Padova“Mettiamo subito a punto un cronoprogramma nell’ambito del tavolo di coordinamento regionale finalizzato ad attuare i piani operativi di contenimento dei cinghiali e delle nutrie”. Questa la richiesta avanzata stamane da Cia-Agricoltori Italiani Padova in occasione di uno specifico incontro organizzato dalla Regione insieme alle organizzazioni agricole e alle associazioni venatorie. “In questo particolare momento storico -ha sottolineato il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini, che ha partecipato direttamente al meeting- non sempre siamo in grado di dare risposte concrete a questa grande criticità, ovvero la massiccia presenza di cinghiali e nutrie nel nostro territorio: la situazione è fuori controllo”.

Motivo per cui, ha aggiunto lo stesso direttore, “sosteniamo con forza l’avvio di tale iniziativa, purché vengano date delle tempistiche precise rispetto al contenimento degli esemplari”. E c’è un’ulteriore questione da considerare: “Le Istituzioni sono chiamate a suddividere i compiti in maniera precisa e puntuale, in modo che non vi siano delle sovrapposizioni. Dev’essere chiaro chi fa che cosa. In questo senso l’unico obiettivo è rappresentato dal contenimento degli ungulati e delle nutrie, per il bene del mondo dell’agricoltura e della società civile”. Solo il 10% dei danni in agricoltura viene poi rimborsato, ha inoltre ricordato Antonini: “Si pone pure il tema della redditività delle imprese.

Gli ungulati, col solo loro passaggio, spazzano via ettari di raccolti, tanto nell’area dei Colli Euganei che in pianura, in particolare nel Montagnanese”. Peraltro sono alla perenne ricerca di cibo e acqua; mentre le nutrie scavano le loro tane nelle arginature, finendo per distruggerle. “Si tratta di un altro pericolo per gli agricoltori, che passando coi trattori rischiano di far franare i terreni sottostanti, con conseguente ribaltamento dei mezzi stessi”. “Bene il tavolo tecnico -ha concluso il direttore-. Mettiamolo in pratica, senza tentennamenti da parte delle autorità competenti”.

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