Cinghiale: capire la mandibola per conoscere l’età del cinghiale

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Caccia al Cinghiale: Guardami in bocca e ti dirò quanti anni ho. Questo potrebbe essere lo slogan per pubblicizzare il grosso potenziale relativo all’esame mandibolare del cinghiale.

Oltre allo stato di salute la mandibola di un cinghiale può dirci tantissime cose sulla sua età e sullo suo stato generale al momento della cattura. In base alla presenza di denti da latte, o denti definitivi è infatti semplice comprendere se il cinghiale ha pochi mesi di vita o è già un esemplare adulto.  Se stai pensando che l’esame mandibolare sia una cosa per pochi, che solo uno specialista può portare avanti ti stai sbagliando: determinare l’età di un cinghiale è piuttosto semplice e potrebbe rivelarsi davvero utile. Scopriamo perché e come è possibile portare avanti un esame casalingo in poche mosse.

La mandibola del cinghiale. Chiunque, con a disposizione la mandibola di un cinghiale, ha la possibilità di analizzare alcuni di quei denti che comunemente i professionisti del settore chiamano “denti chiave”. Questi infatti non possono mentire e molto rapidamente consentono al  cacciatore di determinare l’età del cinghiale. Non è necessario ispezionare l’intera mandibola, sarà invece necessario studiarne solo la metà che custodisce i famosi denti chiave: questi sono sicuramente i molari che non compaiono in qualità di denti da latte, ma esclusivamente come denti definitivi.

Se si tiene in considerazione che la caccia al cinghiale è aperta dal 1 novembre al 31 gennaio circa, nel caso la mandibola di un cinghiale abbattuto sia priva di molari, è naturale ritenere che si tratti di un esemplare con meno di un anno di vita, appartenente alla così detta classe 0. Nel caso in cui il molare sia presente e completamente sviluppato è probabile l’esemplare prelevato appartenga alla classe 1, ossia sia nato nell’anno precedente. Nel caso in cui i  molari nella semi mandibola siano due, completamente spuntati, a quel punto è corretto ritenere che si abbia a che fare con un soggetto di due anni, un sub adulto o appartenente alla classe 2. Il cinghiale apparterrà alla classe 3 nel caso in cui siano presenti tre molari: in questo caso non c’è dubbio, l’esemplare era un adulto. Superati i tre anni l’età del cinghiale è determinabile in maniera orientativa e l’esame si basa sull’usura dei molari: più questi sono consumati, più l’età del cinghiale sarà avanzata. Analizzare l’usura della dentatura è esame piuttosto complicato, specie se si desidera ottenere risultati certi; ai fini di qualsiasi rilevazione è comunque importante saper riconoscere e classificare i cinghiali come adulti. Poco cambia sapere se il cinghiale ha 4 o 5 anni.

I molari: come riconoscerli. Anche in questo caso l’analisi è piuttosto immediata. Il primo molare lo si trova immediatamente visto che si tratta dell’ultimo dente posizionato nel fondo della bocca. E’ situato subito dietro l’ultimo premolare facilmente identificabile anch’esso in quanto dotato di tre cuspidi. 

Determinare età del cinghiale: perché? Determinare l’età del cinghiale, anche se approssimativamente (nel caso abbia superato i tre anni), annotando in un registro le caratteristiche dei vari prelievi, può essere pratica piuttosto importante. Chi si dedica a questa attività facilmente può comprendere l’abbondanza o la carenza di cinghiali durante le diverse annate, e regolarsi di conseguenza. Appare ad esempio chiaro che l’abbattimento di numerose femmine adulte o sub adulte è pratica che si paga l’anno successivo in termini di carnieri. Analizzando inoltre gli esemplari prelevati sarebbe possibile stabilizzare le varie oscillazioni relative alla popolazione. D’altronde non ci vuole una logica geniale per capire che se il prelievo di femmine adulte è eccessivo, l’anno successivo ci saranno meno cinghiali classe 0. Inoltre si potrebbe anche comprendere il perché della esagerata presenza, durante alcune annate, di piccoli cinghiali. Il più delle volte questa situazione è stata imputata, erroneamente, all’alterata prolificità dei cinghiali. Un errore probabilmente, in quanto la situazione è in stretta relazione con la presenza abbondante o meno di ghiande. Quando queste sono presenti in grosse quantità si verificano condizioni tali da consentire anche alle femmine piuttosto giovani  di procreare. Queste si associano alle sub adulte e alle adulte e l’annata sarà esplosiva in fatto di riproduzione e aumento della popolazione. L’aumento dei cuccioli causerà un rapido esaurimento delle ghiande e dunque la necessità da parte delle femmine di portare i propri cuccioli anche lontani dalle zone protette, alla ricerca di ghiande  e cibo.

Si comprende bene che una stabilizzazione relativa alle popolazioni di cinghiali potrebbe tornare a favore dei cacciatori e degli agricoltori e l’analisi della mandibola di questi favolosi selvatici è uno strumento da non sottovalutare.

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