Cinghiali, trasformare il problema in una risorsa economica e alimentare..

Prendendo spunto dal “Dito nell’occhio” di Bruno Modugno, Goffredo Grassani, nostro e esperto per la fauna alpina, già vice presidente dell’UNCZA, presidente della Federcaccia di Udine, già dirigente della Riserva di Tarvisio Malborghetto e padre del “progetto caccia di selezione in Italia” ha inviato il seguente pro-memoria al Dott. Renato Semenzato, incaricato dalla Provincia di Gorizia per un piano di gestione del Cinghiale, che anche in Friuli-Venezia Giulia (Regione a Stato Speciale) comincia a costituire un problema.

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caccia al cinghiale - emergenza cinghialiGoffredo Grassani “L’aumento della popolazione di cinghiali nelle nostre province del Nord Est  non è frutto di immissioni, ma dovuto negli anni a prolifici soggetti provenienti per lo più dalla confinante Slovenia. Ecco il testo del promemoria che tende a trasformare, quello che potrebbe essere un problema, in una risorsa economica e alimentare.”:

 “Premesso che il Cinghiale è una risorsa che va gestita come tutte le altre specie di selvaggina e non reietta come proposto da :

–              Regione Marche: uso lanciafiamme;

–              WWF: lancio di lupi:

–              Presidente Confagricoltura: intervento dell’Esercito;

–              L.A.C. : sterilizzazione ( vedi l’ articolo di Bruno Modugno : “Il dito nell’occhio: la fine dei cinghiali”, pubblicato in anteprima dal portale www.cacciapassione.com)

Considerato che di per sé queste proposte contrastano con lo spirito ed il dettato dell’articolo 1 della Legge 157 / 92, che parla di tutela e di conservazione;

si possono ipotizzare alcune linee di interventi :

1)            – monitoraggio complessivo del territorio;

2)            –  studio e analisi degli abbattimenti in territori limitrofi;

3)            – determinazione del NO e delle aree a maggior rischio danni agricoli e stradali;

4)            – individuazione di luoghi idonei per il conferimento degli animali abbattuti;

5)            –  sospendere il divieto di caccia con fari;

6)            –  sospendere il divieto di caccia al martedì e al venerdì;

7)            –  trappole di cattura per eventuali trasferimenti in aree vocate.

Per quanto attiene la sospensione del divieto di caccia al martedì e venerdì, osservo:

E’ una delle competenze della nostra Regione, in quanto a Statuto speciale. In Alto Adige già da tempo il silenzio venatorio, proprio per questa prerogativa, è stato abolito.

Tale divieto – ribadito dalla L.157/92, non rientra certamente tra i principi fondamentali dell’ordinamento dello Stato,  cui anche le  la Regioni a statuto speciale devono uniformarsi.

E la Legge 157/92  non è una legge di riforma economico-sociale, anche se certa letteratura giuridica ( Gorlani, “ Caccia programmata”, pag. XIX )sostiene il contrario, pur senza dimostrarlo in modo inequivocabile.

Tale convinzione proviene soprattutto dal fatto che la “Commissione Parlamentare per le questioni regionali” espresse parere favorevole alla Legge quadro 157/92 ( allora ancora Disegno di legge n. 2854), proprio perché “relativamente alle competenze delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome, esso non  costituisce norma di riforma economico/sociale ai sensi dei rispettivi statuti”.( Vedi all. 2).

Inoltre la Sentenza della Corte Costituzionale n.366 del 27.7.92 ( G.U. 33 – I^ serie speciale 5.8.92) ha precisato che sono norme di riforma economico/sociale solamente “ i principi relativi alla partecipazione degli enti locali alla istituzione e alla gestione delle aree protette”:

Pertanto, almeno per l’emergenza , la Regione dovrebbe/ potrebbe consentire l’abbattimento dei cinghiali anche nelle due giornate in questione.”

Goffredo Grassani

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