Conferenza sulla caccia in Toscana, il punto di vista della CCT

Dopo 10 anni, l’appuntamento rappresenta un punto di partenza fondamentale in vista della stesura del nuovo Piano Faunistico Venatorio.

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Caccia in Toscana

Caccia in ToscanaSi è tenuta a Braccagni la Conferenza Regionale sulla caccia indetta dall’Assessore all’ Agricoltura Marco Remaschi. Dopo 10 anni, l’appuntamento rappresenta un punto di partenza fondamentale in vista della stesura del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale oltre che per tracciare le principali direttrici per le future scelte amministrative, politiche e gestionali per i prossimi mesi. L’obiettivo è chiaro, rilanciare il modello toscano attraverso un percorso condiviso con i maggiori stakeholder. I lavori preparatori della Conferenza hanno consentito di enucleare le principali criticità ma anche le nuove sfide che attendono la caccia in Toscana. Chiaro il segnale politico emerso dall’intervento dell’Assessore Remaschi durante la mattinata: “Aprire una nuova fase ed uscire da questo appuntamento con un percorso condiviso”.

Un chiaro segnale che traccia la volontà della Regione Toscana di invertire la rotta con l’intento di recuperare un dialogo costruttivo che da troppo tempo è mancato tra istituzioni e corpi intermedi e che ha causato nel corso di questi anni non poche problematiche sugli aspetti della gestione faunistico – ambientale . Una valutazione politica che la Confederazione Cacciatori Toscani accoglie con favore e senso di responsabilità, consapevole delle sfide che ci attendono e del contributo costruttivo che la CCT potrà apportare per il superamento delle criticità che condizionano l’attività venatoria e la gestione faunistica. Dopo la conclusione dei lavori della mattinata e le varie relazioni tecniche, è seguita la conferenza stampa presentata dall’Assessore Remaschi con i Presidenti regionali delle Associazioni Venatorie presenti ai lavori.

La voce della Confederazione Cacciatori Toscani è stata rappresentata con autorevolezza dagli interventi di Marco Salvadori, Presidente Regionale di Federcaccia Toscana e Francesco Rustici, Presidente Regionale dell’ Associazione Regionale Cacciatori Toscani, anticipando i principali contenuti di analisi e proposte che la CCT ha presentato organicamente nella sessione pomeridiana dei lavori. In particolare è stato sottolineato come sin da subito si debba dare seguito alle parole e passare ai fatti, iniziando già dalla prossima settimana un lavoro comune producendo interventi normativi puntuali e concreti. Il Presidente della Federcaccia Toscana Marco Salvadori, intervenendo a nome delle Associazioni Confederate alla CCT, ha affrontato le principali tematiche in discussione:
– “Auspichiamo soprattutto che la politica e i suoi rappresentanti riacquisiscano la centralità nelle scelte di governo. E’ un loro dovere nei confronti degli elettori e dei portatori di interesse; la concertazione dovrà pertanto rappresentare la prassi per il futuro nella rispettiva assunzione delle responsabilità che ci competono.

Ci siamo messi a disposizione per senso di responsabilità e per ritrovare lo spirito comune che da sempre ha innervato l’esperienza toscana dando vita ad un modello di gestione faunistico-venatoria che purtroppo sembra essere stato perduto. Uscire dall’angolo diventa vitale; occorre riflettere non solo per le necessarie scelte che possiamo fare ora e subito in Toscana, ma anche per l’ambizione di portare un contributo autorevole e condiviso per impostare le necessarie riforme legislative a livello nazionale ed in Parlamento. Un progetto per la Toscana significa però rimodellare il profilo della caccia; rafforzare il rapporto con la società, fare centro sulla scienza e riorganizzare una governance funzionale e coordinata tra i vari luoghi della decisione: Regione, territori e ATC. Occorre pertanto mettere in sinergia gli uffici territoriali della regione rafforzando allo stesso tempo il ruolo degli ATC ripensandone la struttura e la loro dislocazione sul territorio.” Forte il richiamo di Salvadori sul Nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale – “Necessario superare i ritardi sino ad oggi registrati per giungere da subito all’adozione dei nuovi criteri ed indirizzi di Piano univoci, su cui attenersi scrupolosamente nella fase di individuazione, costituzione e trasformazione degli istituti faunistici pubblici e privati.

No ad una serie di procedure a stralcio!” Un nuovo patto tra cacciatori ed agricoltori come base essenziale per la gestione faunistica. La modifica della PAC apre una nuova prospettiva, occorre lavorare alla definizione delle strategie che la Regione porterà in campo con il nuovo Piano di Sviluppo Rurale e come prevedere misure innovative destinate all’impresa agricola multifunzionale ed all’ ATC per generare biodiversità sul territorio. Gestione degli Ungulati – “si chiude l’esperienza della legge Obiettivo e del conflitto tra forme di caccia. Si chiude definitivamente l’equivoco tra l’attività di caccia e quella di controllo. Oggi si propongono problemi nuovi da affrontare, forte differenziazione tra i vari territori e le varie realtà toscane. Occorre passare da una impostazione di tipo emergenziale ad una gestione differenziata per territori organizzata e pianificata dagli ATC. Infine riteniamo indispensabile che la Regione Toscana riconsideri la necessità di dotarsi di un riferimento scientifico autorevole per evitare che l’ISPRA continui a svolgere, come spesso accaduto anche sul calendario venatorio (che oggi deve essere difeso garantendo la certezza del diritto) e per gli ungulati, un ruolo più politico che tecnico-scientifico.”

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