Non è un punto di arrivo
La sentenza del TAR Lombardia sui valichi montani ha fatto esultare il mondo venatorio. I giudici amministrativi hanno infatti respinto il primo dei due ricorsi presentati dalla LAC contro le delibere regionali. La Lega per l’Abolizione della Caccia non si dà però per vinta, come si evince dal post pubblicato ieri in merito: “La recente sentenza n. 02175/2026 del TAR Lombardia non segna affatto un punto di arrivo, ma rappresenta solo l’ennesimo capitolo di una saga che la Regione sembra voler trascinare all’infinito. Come già accaduto due anni fa, Regione Lombardia tenta di eludere i vincoli normativi per favorire le doppiette a scapito della fauna migratoria. La partita è tutt’altro che chiusa e non basterà la “Legge Montagna”, pubblicata in fretta e furia a settembre 2025, per vanificare il nostro impegno. Abbiamo già intrapreso due distinte strade legali per contrastare questo tentativo di aggiramento delle tutele ambientali“.
Ricorso a più mani
La LAC, inoltre, può “consolarsi” con una sentenza di tenore ben diverso, come si evince da un altro post social: “Grazie al ricorso della LAC, assieme ad LNDC, LIPU, LAV ed OIPA, relativo al calendario venatorio regionale per il Veneto per la stagione 2025/26, il TAR di Venezia ha sollevato , con Ordinanza n. 1037 del 5/5/2026, la questione di legittimità costituzionale della norma che prevede le associazioni venatorie nazionali come parti necessarie nel giudizio quando si impugnano questi atti amministrativi“.
Cosa hanno deciso i giudici veneti
Che cosa è stato deciso nello specifico? Questa la versione dell’associazione anticaccia: “Per il TAR sussiste il dubbio di legittimità costituzionale dell’art. 18, comma 4°, della legge 157/92 per contrasto con gli articoli 3, 24 e 111 della Costituzione, nonchè con i principi dell’ordinamento della UE in materia di effettività della tutela giurisdizionale, laddove si impone di notificare anche alla associazioni dei cacciatori un ricorso avverso un calendario venatorio regionale. Ora la parola passa alla Consulta“.

































