Pubblicheremo una serie di video dedicati alla riforma della legge 157/92, più precisamente alle fake news che circolano da un anno sull’argomento. Non entreremo nel merito di ciò che riteniamo giusto o sbagliato del nuovo disegno di legge o della legge quadro, ci limiteremo a rispondere alle falsità che circolano sul web e sulla stampa. È con queste parole che Francesca Mattioli, tramite la sua pagina social “Prime Armi” e in collaborazione col Coordinamento Cacciatrici FIDC, aveva annunciato il lancio appunto di filmati in cui parlare della legge nazionale sulla caccia, il primo dei quali è apparso online due giorni fa.
La questione delle aree protette
Francesca Mattioli ha sottolineato come la necessità di smentire le fake news si sia resa urgente alla luce del fatto che la situazione più che evolversi sia lievitata. Ecco quanto spiegato in merito alle aree protette: “È vero che con la riforma si riducono le aree protette? No, restano nelle stesse percentuali previste dalla 157/92, vale a dire dal 20 al 30% di tutto il territorio agro-silvo-pastorale nazionale ad esclusione della Zona Alpi in cui si mantengono dal 10 al 20%. La riforma specifica le aree che rientrano nel calcolo della quota: ZRC, oasi di protezione, centri pubblici per la riproduzione della fauna selvatica erano già elencate nel vecchio testo che conteneva inoltre un riferimento generico a territori in cui la caccia era vietata per effetto di altre leggi e disposizioni. Ora sono esplicitati parchi nazionali e regionali, fondi chiusi, zone di protezione lungo le rotte migratorie: non cambia nulla perché quelle aree erano già parte del calcolo. La riforma colma un’ambiguità legislativa che potrebbe influire sull’istituzione di nuove aree protette”.
I motivi della riforma
C’è poi stata la risposta alla domanda del perché ci sia adesso la riforma della legge: “Intanto la 157/92 non regola solo la caccia, ma tutta la gestione della fauna selvatica nazionale. Il disegno di legge non nasce dalla necessità di cambiare le regole ma di adeguare la 157/92 alla Legge Delrio del 2014 che prevede un progressivo ridimensionamento del ruolo delle provincie a favore delle regioni. Ci sono cambiamenti significativi di cui però si parla poco nei canali anticaglia perché influenzano più la pratica venatoria che l’opinione pubblica. E a qualcuno evidentemente questo dispiace”.





































