Diffamazione a mezzo stampa
La Provincia di Trento continua a essere fortemente al centro della cronaca del nostro paese legata all’ambito venatorio. Oltre all’orso che ha urtato un’auto, c’è da mettere in evidenza la decisione del presidente Maurizio Fugatti di citare in giudizio una giornalista della Rai per diffamazione a mezzo stampa. Il motivo? In seguito all’abbattimento dell’orso M90, Silvia Di Tocco aveva apostrofato lo stesso Fugatti come “assassino”.
Il risarcimento previsto
Un’accusa pesante su cui il presidente della provincia trentina non ha voluto sorvolare. La costituzione parte civile è stata accompagnata da una richiesta di 50mila euro a titolo di risarcimento. La frase contestata è stata pronunciata subito dopo la decisione della giornalista di annullare un servizio sulla città di Trento e sulla sua amministrazione comunale per via appunto dell’abbattimento di M90.
Altri epiteti
Lo stesso Fugatti, tra l’altro, sarebbe stato definito anche “mandante delle uccisioni degli orsi”. Il processo per diffamazione è cominciato nel corso della giornata di ieri, martedì 26 maggio 2026, con la difesa che si è limitata per ora a contestare la competenza territoriale.




































