Federcaccia Brescia: “Il malcontento e le proposte sbagliate”

L'attività venatoria è ormai ricominciata ma la si può praticare solamente nel comune di residenza.

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Brescia

BresciaL’attività venatoria è ricominciata ma la si può praticare solamente nel comune di residenza e questa limitazione scontenta purtroppo una percentuale importante di cacciatori, forse la maggior parte. Capanno in un comune diverso da quello di residenza, Atc e comprensorio fuori provincia o fuori regione, comune senza superficie cacciabile, insomma le motivazioni, tutte assolutamente vere, sono le più svariate. Va da se che il malcontento tra i cacciatori serpeggi abbondantemente e allora alcune associazioni venatorie hanno pensato bene di cavalcare questi malumori intentando le più svariate iniziative, prive purtroppo di ogni buon senso.

Usiamo il termine “purtroppo” perché poi tutto il mondo venatorio, compresa suo malgrado Federcaccia , viene criticato per la superficialità con cui si fanno alcune proposte e richieste. Vediamone alcune: innanzitutto tutte le associazioni venatorie lombarde, Federcaccia esclusa, hanno inviato una lettera alla Regione chiedendo in sostanza di allentare le limitazioni imposte dal DPCM del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte all’attività venatoria in zona arancione. Noi di Federcaccia siamo stati messi in croce per non aver sottoscritto il documento, l’Assessore Fabio Rolfi per non essersi fatto carico di un atto di coraggio.

Purtroppo le associazioni firmatarie sono state riportate alla dura realtà dalla nota della prefettura di Milano che su sollecitazione dell’europarlamentare Pietro Fiocchi ha succintamente scritto: “la possibilità di svolgere l’attività venatoria, non espressamente vietata, deve essere esercitata nel rispetto del quadro di rigore previsto per gli spostamenti nelle aree arancioni e pertanto sarà possibile solamente nell’ambito del Comune di residenza.” Federcaccia non ha l’abitudine di sottoscrivere documenti se non li condivide e soprattutto se li ritiene inutili, al contrario ha inviato all’assessore Rolfi e al Presidente di Regione Lombardia Fontana una nota per far si che in Conferenza Stato Regioni si porti una richiesta di ampliamento della mobilità venatoria in zona arancione da introdurre nel nuovo DPCM che dovrebbe essere emanato il 4 dicembre.

Altra iniziativa singolare è quella di due associazioni venatorie regionali Lombarde e dell’Assoramieri che hanno presentato un ricorso al TAR di Milano contro una nota, una semplice mail, inviata da Regione Lombardia alla Prefettura di Milano quando eravamo in zona Rossa. In sostanza si contesta alla Regione di aver chiesto alla Prefettura se la caccia era sospesa. Al di là della terminologia utilizzata ci piacerebbe sapere quale è l’atto ufficiale prodotto dalla Regione contro il quale viene presentato il ricorso al TAR. Se l’obbiettivo è quello di far vedere ai cacciatori e ai propri associati che si fa qualcosa, lo si faccia, ma che sia utile e concreto e non si aggiunga invece un fantasioso articolo al Diritto Amministrativo inventandosi questa novità!

Ma per piacere, cerchiamo di essere uniti e se vogliamo provare a costruire qualcosa insieme che lo si faccia innanzitutto con onestà intellettuale e non facendo queste patetiche fughe in avanti che danneggiano l’immagine del nostro mondo dipingendolo impreparato, folcloristico e pasticcione. Così non va bene, non vogliamo dare lezioni a nessuno, ma così non va proprio bene perché mentre noi perdiamo tempo in queste scaramucce su chi è più bravo e più bello al Senato della repubblica 4 deputati del Movimento 5Stelle, da sempre contrario alla caccia, hanno presentato un Progetto di Legge.

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