Federcaccia: Brescia, Prefettura chiarisce funzioni delle Guardie Eco zoofile

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Guardie Eco ZoofileFedercaccia: la Prefettura di Brescia chiarisce le funzioni delle Guardie Eco zoofile a seguito delle richieste di FIdC confermando l’illegittima dell’attività di vigilanza venatoria svolta dai volontari.

La Prefettura di Brescia con propria nota n.00014527/2014 del 12 febbraio ha deciso di limitare “l’efficacia delle autorizzazioni prefettizie in favore delle Guardie eco-zoofile alla (sola) vigilanza sugli animali di affezione”. Sono state quindi totalmente accolte le istanze di Federcaccia Brescia che giudicava illegittima l’attività di vigilanza venatoria svolta dagli agenti volontari delle associazioni eco-zoofile in possesso del solo decreto prefettizio. La Federazione Italiana della Caccia esprime grande soddisfazione per questa decisione della Prefettura ricordando a tutti i cacciatori bresciani che fin dal mese di maggio del 2013 ha iniziato un contraddittorio legale sia con gli uffici dell’assessorato alla Polizia Provinciale che con quelli della Prefettura stessa sostenendo la totale illegittimità dell’attività svolta dai volontari delle associazioni eco-zoofile in materia di controlli venatori. Durante questi mesi abbiamo trovato numerose difficoltà ma anche istituzioni disposte ad ascoltarci. Su tutti, ancora una volta, il Presidente della nostra Provincia on. Daniele Molgora che con la consueta sensibilità ed onestà intellettuale ha voluto approfondire e capire il problema fino a richiedere con nota del 5 febbraio scorso un intervento della Prefettura al fine di depennare il riferimento alla vigilanza venatoria dai decreti prefettizi rilasciati alle guardie zoofile volontarie.

Federcaccia Brescia da sempre sostiene che chi è preposto a far rispettare le leggi deve essere il primo a rispettarle, senza se e senza ma! Era quindi intollerabile che ci fossero sul territorio della provincia volontari autorizzati ai controlli in materia venatoria totalmente in contrasto con la normativa vigente e con gli orientamenti del Ministero dell’Interno espressi in modo incontrovertibile nella circolare del 20 novembre 2013, ma addirittura in precedenza in quella del 7 novembre 2011, affermando appunto che “le guardie giurate zoofile nominate dal Prefetto ai sensi dell’art.6 della legge n.189/2004 (Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate) non possono esercitare la vigilanza venatoria in carenza di un apposito atto autorizzativo dell’amministrazione provinciale” e di conseguenza la “insufficienza – a quel fine (la vigilanza in materia di caccia) – della nomina prefettizia”.

Grazie alla nota della Prefettura, come del resto accaduto in altre province di Italia, la legge viene ora applicata correttamente. Si è letto sui quotidiani locali che alcune associazioni ambientaliste non accetterebbero questa decisione degli organi preposti e avrebbero in animo di chiedere alle associazioni eco-zoofile di continuare nel servizio di vigilanza venatoria. Federcaccia Brescia ricorda che azioni di questo tipo sono in evidente contrasto con le disposizioni di legge ed invita i cacciatori che venissero controllati durante l’attività venatoria, anche attraverso la sola richiesta dei documenti, a sporgere denuncia per abuso di potere presso le autorità competenti. Federcaccia si farà carico di assisterli gratuitamente tramite il proprio ufficio legale.

Questa vicenda dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che con competenza, preparazione e determinazione qualunque risultato può essere raggiunto. Federcaccia Brescia continuerà ad applicare questo metodo in tutte le sfide che attendono il mondo venatorio bresciano poiché crediamo che per difendere l’attività venatoria servano associazioni di cacciatori serie e preparate.

Federcaccia Brescia

( 28 febbraio 2014 )

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